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La felicità rappresenta l’unica soluzione
22 mar, 2024
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Il Movimento Raeliano Internazionale: la felicità rappresenta l’unica soluzione all’aumento della percentuale di suicidi nel mondo e all’inasprirsi dei conflitti internazionali.
Screenshot_2024_03_22_14_03_17.pngIl Movimento Raeliano Internazionale: la felicità rappresenta l’unica soluzione all’aumento della percentuale di suicidi nel mondo e all’inasprirsi dei conflitti internazionali.
In occasione della Giornata mondiale della Felicità, che si celebra oggi 20 marzo, il Movimento Raeliano Internazionale (MRI) desidera porre l'attenzione sul dilagante disagio psicologico di cui sono vittime un sempre maggior numero di individui, soprattutto giovani, e invita le Nazioni Unite ad adottare iniziative concrete per porre fine a questa preoccupante situazione.
“Le cifre delineano chiaramente quella che possiamo definire una vera emergenza globale, caratterizzata da un profondo e crescente disagio che si traduce con l’incremento della percentuale di suicidi nel mondo, soprattutto tra i più giovani”, dichiara Kotaro Murakawa, portavoce del MRI e coordinatore delle iniziative raeliane in occasione della Giornata mondiale della felicità. “Sono ben 800mila le persone che ogni anno decidono di togliersi drammaticamente la vita, e 46mila di esse sono adolescenti, più di uno ogni 11 minuti. Una situazione inaccettabile”.
Evidentemente, discorsi politicamente corretti e iniziative fini a se stesse non sono sufficienti. È necessario che la comunità internazionale adotti delle misure concrete e agisca con risolutezza per permettere a ciascun individuo di sfuggire al grigiore della vita quotidiana e al bombardamento di notizie ansiogene cui è sottoposto, ritrovando la perduta gioia di vivere.
“Chiediamo che le Nazioni Unite impongano a ciascun Stato membro l’istituzione di un apposito Ministero della felicità, che garantisca ai propri cittadini il diritto di perseguire e sviluppare quel profondo senso di armonia e benessere, indipendente da situazioni esterne contingenti, che caratterizza una vera e appagante felicità”, sottolinea Murakawa. “Offrire alla propria popolazione gli strumenti e le conoscenze idonee a tale scopo permetterebbe di arginare questa copiosa emorragia di vite umane, che rappresenta il fallimento e la vergogna della civiltà moderna”.
Oltre che un’ancora di salvezza individuale, la felicità rappresenta un antidoto alla violenza su larga scala. In una società lacerata da conflitti internazionali, che potrebbero sfociare in una guerra dagli esiti catastrofici per l’intera umanità, l’unica speranza è rappresentata dalla diffusione della felicità e dell'amore incondizionato.
In un suo recente discorso, Rael, fondatore e leader spirituale del MRI, ha sottolineato l'importanza della felicità come principio fondamentale alla base dell'amore, l'unica forza in grado di impedire la nostra autodistruzione. Nella sua lucida disamina, egli traccia una correlazione diretta tra l'infelicità e la propensione all'aggressività e alla violenza.
"Più si è infelici, più si è aggressivi e, quindi, violenti. La distruzione dell'umanità può essere causata solo da persone infelici. Ogni azione violenta aumenta il senso di colpa e, di conseguenza, la mancanza di felicità di coloro che ne sono responsabili, creando un circolo vizioso in cui ogni azione violenta genera ancora più infelicità e, pertanto, ancora più violenza", ha spiegato Rael.
Egli sfida l'idea che tale impegno sia un atto di egoismo di fronte alla sofferenza nel mondo. Al contrario, considera la diffusione della felicità come un imperativo morale e la strategia più efficace per fermare il circolo vizioso della violenza, gettando le basi per una pace duratura. È proprio per porre fine a questa sofferenza che DOBBIAMO diffondere e sviluppare la felicità.
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22 mar, 2024
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Il Movimento Raeliano Internazionale: la felicità rappresenta l’unica soluzione all’aumento della percentuale di suicidi nel mondo e all’inasprirsi dei conflitti internazionali.
Screenshot_2024_03_22_14_03_17.pngIl Movimento Raeliano Internazionale: la felicità rappresenta l’unica soluzione all’aumento della percentuale di suicidi nel mondo e all’inasprirsi dei conflitti internazionali.
In occasione della Giornata mondiale della Felicità, che si celebra oggi 20 marzo, il Movimento Raeliano Internazionale (MRI) desidera porre l'attenzione sul dilagante disagio psicologico di cui sono vittime un sempre maggior numero di individui, soprattutto giovani, e invita le Nazioni Unite ad adottare iniziative concrete per porre fine a questa preoccupante situazione.
“Le cifre delineano chiaramente quella che possiamo definire una vera emergenza globale, caratterizzata da un profondo e crescente disagio che si traduce con l’incremento della percentuale di suicidi nel mondo, soprattutto tra i più giovani”, dichiara Kotaro Murakawa, portavoce del MRI e coordinatore delle iniziative raeliane in occasione della Giornata mondiale della felicità. “Sono ben 800mila le persone che ogni anno decidono di togliersi drammaticamente la vita, e 46mila di esse sono adolescenti, più di uno ogni 11 minuti. Una situazione inaccettabile”.
Evidentemente, discorsi politicamente corretti e iniziative fini a se stesse non sono sufficienti. È necessario che la comunità internazionale adotti delle misure concrete e agisca con risolutezza per permettere a ciascun individuo di sfuggire al grigiore della vita quotidiana e al bombardamento di notizie ansiogene cui è sottoposto, ritrovando la perduta gioia di vivere.
“Chiediamo che le Nazioni Unite impongano a ciascun Stato membro l’istituzione di un apposito Ministero della felicità, che garantisca ai propri cittadini il diritto di perseguire e sviluppare quel profondo senso di armonia e benessere, indipendente da situazioni esterne contingenti, che caratterizza una vera e appagante felicità”, sottolinea Murakawa. “Offrire alla propria popolazione gli strumenti e le conoscenze idonee a tale scopo permetterebbe di arginare questa copiosa emorragia di vite umane, che rappresenta il fallimento e la vergogna della civiltà moderna”.
Oltre che un’ancora di salvezza individuale, la felicità rappresenta un antidoto alla violenza su larga scala. In una società lacerata da conflitti internazionali, che potrebbero sfociare in una guerra dagli esiti catastrofici per l’intera umanità, l’unica speranza è rappresentata dalla diffusione della felicità e dell'amore incondizionato.
In un suo recente discorso, Rael, fondatore e leader spirituale del MRI, ha sottolineato l'importanza della felicità come principio fondamentale alla base dell'amore, l'unica forza in grado di impedire la nostra autodistruzione. Nella sua lucida disamina, egli traccia una correlazione diretta tra l'infelicità e la propensione all'aggressività e alla violenza.
"Più si è infelici, più si è aggressivi e, quindi, violenti. La distruzione dell'umanità può essere causata solo da persone infelici. Ogni azione violenta aumenta il senso di colpa e, di conseguenza, la mancanza di felicità di coloro che ne sono responsabili, creando un circolo vizioso in cui ogni azione violenta genera ancora più infelicità e, pertanto, ancora più violenza", ha spiegato Rael.
Egli sfida l'idea che tale impegno sia un atto di egoismo di fronte alla sofferenza nel mondo. Al contrario, considera la diffusione della felicità come un imperativo morale e la strategia più efficace per fermare il circolo vizioso della violenza, gettando le basi per una pace duratura. È proprio per porre fine a questa sofferenza che DOBBIAMO diffondere e sviluppare la felicità.
Rael, l'ultimo dei profeti: 50 anni di rivoluzione spirituale: secondo episodio
Il Movimento Raeliano Internazionale presenta il secondo episodio della serie "Rael, l'ultimo dei profeti: 50 anni di rivoluzione spirituale
28 febbraio 2024, Las Vegas - Il Movimento Raeliano Internazionale (MRI) è lieto di presentare il secondo episodio dell'illuminante serie intitolata "Rael, l'ultimo dei profeti: 50 anni di rivoluzione spirituale". Questa serie, suddivisa in vari episodi, approfondisce le molteplici sfaccettature della religione dell'infinito promossa da Rael, fondatore e leader spirituale del MRI. Il prossimo episodio, intitolato "La purezza", sarà trasmesso in anteprima lunedì 4 marzo e fornirà ai telespettatori una panoramica del messaggio ricevuto da Rael, così come gli è stato originariamente trasmesso dai nostri creatori extraterrestri, gli Elohim, in quel memorabile giorno del 13 dicembre 1973.
"Questo episodio mette in evidenza l'incrollabile volontà di Rael nel preservare l'integrità del messaggio che gli é stato affidato mezzo secolo fa, nonostante le allettanti offerte che avrebbero potuto garantirgli grande popolarità e lauti guadagni", ha dichiarato Pierre Gary, presidente del MRI. "Il suo fermo rifiuto di modificare un messaggio fondamentalmente ateo e razionale dimostra inequivocabilmente, agli occhi del mondo, che egli è davvero il profeta che afferma di essere. Avendo sempre respinto qualsiasi compromesso con i profondi insegnamenti ricevuti, questo episodio vuole celebrare la sua integrità e il suo ruolo di vero messaggero degli Elohim", ha aggiunto Gary.
Come le cellule di un organismo in fase di sviluppo, il MRI continua a espandersi in tutto il mondo per preparare l'umanità agli epocali cambiamenti che si profilano all'orizzonte, placando la sua sete spirituale e accogliendo le migliaia di persone che decidono di unirsi a Rael nella sua missione. La purezza del titolo non solo rende omaggio alla sua imperitura eredità, ma anche ai membri che gli sono stati accanto per decenni, i pionieri di una rivoluzione spirituale che vede gli individui entrare in contatto con l'universo infinito, tanto all'esterno quanto all'interno di se stessi. Grazie alla purezza del messaggio ricevuto, questi pionieri sono testimoni viventi del potere benefico degli insegnamenti di Rael e dell'impatto positivo che essi hanno sulla vita delle persone.
Questo episodio, e tutti i successivi della serie, saranno accessibili su YouTube e sono da considerarsi un invito, per chiunque lo desideri, a esplorare la profondità e la portata della rivoluzione spirituale di Rael.
"Questa serie promette di illuminare, ispirare e preparare gli spettatori al profondo viaggio spirituale che li attende, contribuendo alla crescente consapevolezza e accettazione globale della filosofia raeliana", ha concluso Gary.
INGLESE: https://www.youtube.com/@RaelianMovement
FRANCESE: https://www.youtube.com/@MouvementRaelien
28 febbraio 2024, Las Vegas - Il Movimento Raeliano Internazionale (MRI) è lieto di presentare il secondo episodio dell'illuminante serie intitolata "Rael, l'ultimo dei profeti: 50 anni di rivoluzione spirituale". Questa serie, suddivisa in vari episodi, approfondisce le molteplici sfaccettature della religione dell'infinito promossa da Rael, fondatore e leader spirituale del MRI. Il prossimo episodio, intitolato "La purezza", sarà trasmesso in anteprima lunedì 4 marzo e fornirà ai telespettatori una panoramica del messaggio ricevuto da Rael, così come gli è stato originariamente trasmesso dai nostri creatori extraterrestri, gli Elohim, in quel memorabile giorno del 13 dicembre 1973.
"Questo episodio mette in evidenza l'incrollabile volontà di Rael nel preservare l'integrità del messaggio che gli é stato affidato mezzo secolo fa, nonostante le allettanti offerte che avrebbero potuto garantirgli grande popolarità e lauti guadagni", ha dichiarato Pierre Gary, presidente del MRI. "Il suo fermo rifiuto di modificare un messaggio fondamentalmente ateo e razionale dimostra inequivocabilmente, agli occhi del mondo, che egli è davvero il profeta che afferma di essere. Avendo sempre respinto qualsiasi compromesso con i profondi insegnamenti ricevuti, questo episodio vuole celebrare la sua integrità e il suo ruolo di vero messaggero degli Elohim", ha aggiunto Gary.
Come le cellule di un organismo in fase di sviluppo, il MRI continua a espandersi in tutto il mondo per preparare l'umanità agli epocali cambiamenti che si profilano all'orizzonte, placando la sua sete spirituale e accogliendo le migliaia di persone che decidono di unirsi a Rael nella sua missione. La purezza del titolo non solo rende omaggio alla sua imperitura eredità, ma anche ai membri che gli sono stati accanto per decenni, i pionieri di una rivoluzione spirituale che vede gli individui entrare in contatto con l'universo infinito, tanto all'esterno quanto all'interno di se stessi. Grazie alla purezza del messaggio ricevuto, questi pionieri sono testimoni viventi del potere benefico degli insegnamenti di Rael e dell'impatto positivo che essi hanno sulla vita delle persone.
Questo episodio, e tutti i successivi della serie, saranno accessibili su YouTube e sono da considerarsi un invito, per chiunque lo desideri, a esplorare la profondità e la portata della rivoluzione spirituale di Rael.
"Questa serie promette di illuminare, ispirare e preparare gli spettatori al profondo viaggio spirituale che li attende, contribuendo alla crescente consapevolezza e accettazione globale della filosofia raeliana", ha concluso Gary.
INGLESE: https://www.youtube.com/@RaelianMovement
FRANCESE: https://www.youtube.com/@MouvementRaelien
Rael, l'ultimo profeta: 50 anni di rivoluzione spirituale
Il Movimento Raeliano Internazionale presenta "Rael, l'ultimo profeta: 50 anni di rivoluzione spirituale"
5 febbraio 2024, Las Vegas - Il Movimento Raeliano Internazionale (IRM) annuncia con orgoglio il lancio dell'innovativa serie dal titolo "Rael, l'ultimo profeta: 50 anni di rivoluzione spirituale". La serie sarà trasmessa in anteprima il prossimo 7 febbraio su YouTube e rappresenta l'occasione per intraprendere un viaggio alla scoperta delle origini e del futuro dell'IRM. Le persone di tutto il mondo potranno prenderne visione tramite i siti https://www.youtube.com/@RaelianMovement (in inglese) e https://www.youtube.com/@MouvementRaelien (in francese).
Pierre Gary, presidente dell'IRM, ha espresso il proprio entusiasmo per questa produzione, che fa seguito al convegno internazionale che si è svolto a Okinawa lo scorso dicembre e che ha celebrato il 50° anniversario dell'epocale incontro tra Rael e un visitatore extraterrestre. L'evento ha visto oltre cinquecento partecipanti, provenienti da circa cinquanta Paesi, rendere omaggio a Rael, l'ultimo profeta sulla Terra.
La serie si propone di approfondire le origini dell'IRM, nato in seguito all'incontro che Rael ebbe il 13 dicembre 1973 con il principale rappresentante degli Elohim. Questa evoluta civiltà, in possesso di una perfetta conoscenza dell'ingegneria genetica, è responsabile della creazione di ogni forma di vita sulla Terra. La missione dell'IRM è quella di rivelare le nostre origini extraterrestri e di promuovere una spiritualità rivoluzionaria, senza alcuna divinità ed evoluzione casuale, in armonia con i principi dell'universo infinito.
"La religione dell'infinito", ha spiegato Gary, "sfida le tradizionali teorie creazionistiche ed evoluzionistiche. Essa propone, invece, che la natura infinita dell'universo, nel tempo e nello spazio, sia centrale per la comprensione della nostra esistenza". Egli ha inoltre sottolineato l'importanza degli insegnamenti di Rael degli ultimi cinque decenni e posto l'accento sulle tecniche di meditazione sensuale, che favoriscono una profonda connessione con l'universo e consentono di riscoprire il vero significato della religione.
L'IRM desidera permettere agli individui di condurre una vita felice e appagante, libera dalle costrizioni della società e fondata sul rispetto per tutte le forme di vita, sopprimendo in questo modo la violenza. Questa visione dell'umanità va di pari passo con la ridistribuzione della ricchezza e il progresso della scienza, in modo tale che ciascun individuo possa gioire dei piaceri della vita e coltivare quelle qualità a lungo represse da una società patriarcale.
La serie, articolata in diversi episodi, esplorerà vari aspetti della religione dell'infinito e culminerà con il 50° anniversario del secondo incontro di Rael con gli Elohim, in programma per il 7 ottobre 2025.
Il Movimento Raeliano Internazionale invita le persone di tutto il mondo ad assistere a questo straordinario viaggio all’esplorazione della prossima rivoluzione spirituale, che promette di ridefinire il nostro mondo e la nostra identità cosmica.
5 febbraio 2024, Las Vegas - Il Movimento Raeliano Internazionale (IRM) annuncia con orgoglio il lancio dell'innovativa serie dal titolo "Rael, l'ultimo profeta: 50 anni di rivoluzione spirituale". La serie sarà trasmessa in anteprima il prossimo 7 febbraio su YouTube e rappresenta l'occasione per intraprendere un viaggio alla scoperta delle origini e del futuro dell'IRM. Le persone di tutto il mondo potranno prenderne visione tramite i siti https://www.youtube.com/@RaelianMovement (in inglese) e https://www.youtube.com/@MouvementRaelien (in francese).
Pierre Gary, presidente dell'IRM, ha espresso il proprio entusiasmo per questa produzione, che fa seguito al convegno internazionale che si è svolto a Okinawa lo scorso dicembre e che ha celebrato il 50° anniversario dell'epocale incontro tra Rael e un visitatore extraterrestre. L'evento ha visto oltre cinquecento partecipanti, provenienti da circa cinquanta Paesi, rendere omaggio a Rael, l'ultimo profeta sulla Terra.
La serie si propone di approfondire le origini dell'IRM, nato in seguito all'incontro che Rael ebbe il 13 dicembre 1973 con il principale rappresentante degli Elohim. Questa evoluta civiltà, in possesso di una perfetta conoscenza dell'ingegneria genetica, è responsabile della creazione di ogni forma di vita sulla Terra. La missione dell'IRM è quella di rivelare le nostre origini extraterrestri e di promuovere una spiritualità rivoluzionaria, senza alcuna divinità ed evoluzione casuale, in armonia con i principi dell'universo infinito.
"La religione dell'infinito", ha spiegato Gary, "sfida le tradizionali teorie creazionistiche ed evoluzionistiche. Essa propone, invece, che la natura infinita dell'universo, nel tempo e nello spazio, sia centrale per la comprensione della nostra esistenza". Egli ha inoltre sottolineato l'importanza degli insegnamenti di Rael degli ultimi cinque decenni e posto l'accento sulle tecniche di meditazione sensuale, che favoriscono una profonda connessione con l'universo e consentono di riscoprire il vero significato della religione.
L'IRM desidera permettere agli individui di condurre una vita felice e appagante, libera dalle costrizioni della società e fondata sul rispetto per tutte le forme di vita, sopprimendo in questo modo la violenza. Questa visione dell'umanità va di pari passo con la ridistribuzione della ricchezza e il progresso della scienza, in modo tale che ciascun individuo possa gioire dei piaceri della vita e coltivare quelle qualità a lungo represse da una società patriarcale.
La serie, articolata in diversi episodi, esplorerà vari aspetti della religione dell'infinito e culminerà con il 50° anniversario del secondo incontro di Rael con gli Elohim, in programma per il 7 ottobre 2025.
Il Movimento Raeliano Internazionale invita le persone di tutto il mondo ad assistere a questo straordinario viaggio all’esplorazione della prossima rivoluzione spirituale, che promette di ridefinire il nostro mondo e la nostra identità cosmica.
Dove può arrivare la follia dei media?
Dove può arrivare la follia dei media?
L'accusa di schiavitù sessuale e l'ultimo baluardo della verità: la responsabilizzazione
Mentre la nuova serie su Rael, trasmessa in tutto il mondo, è al primo posto tra le più viste e scatena la reazione dei media, è tempo di ricordare i fatti e la verità su alcuni punti sollevati.
Come premessa, va ricordato che "la riduzione in schiavitù e lo sfruttamento di persone ridotte in schiavitù" è un crimine contro la persona, punibile con 20 anni di reclusione in molti Paesi, tra cui Francia e Canada. Non ci sono denunce, indagini o condanne nei confronti del Movimento Raeliano per questi atti odiosi e criminali. Il Movimento Raeliano e il suo fondatore Rael ci ricordano, come fanno da 50 anni, che è fondamentale e doveroso denunciare immediatamente alle forze dell'ordine e alle autorità giudiziarie qualsiasi atto di violenza sessuale di cui una persona possa essere vittima o testimone. Rifiutarsi di farlo in qualità di testimone equivale a non prestare assistenza a una persona in pericolo. In molti Paesi, tra cui Francia e Canada, c'è ancora molto da fare per far sì che le loro voci siano ascoltate dignitosamente.
La filosofia raeliana si basa sul principio della nonviolenza assoluta, che di fatto include il rispetto incondizionato per gli altri, la loro integrità e le loro scelte. Pertanto, anche il loro consenso. Si applica a ogni forma di violenza: fisica, psicologica e sessuale.
È possibile che l'opinione pubblica si sia abituata agli attacchi dei media, che distorcono e diffondono voci sulle donne raeliane e sul loro leader spirituale, ma questa escalation di odio per le minoranze religiose e di ricerca di ascolti ha fatto un ulteriore passo avanti. Sui social media vengono riportate e diffuse affermazioni gravissime da parte di una giornalista che, oltre 20 anni fa, riprese di nascosto un incontro pubblico del Movimento Raeliano, ma venne subito individuata dagli organizzatori. Nell'articolo che venne successivamente pubblicato, ella affermò di essersi "infiltrata" e denunciò l'ipotetica schiavitù sessuale delle donne all'interno del Movimento Raeliano.
A tutt'oggi, in seguito a questa massiccia diffusione di notizie, pochissimi giornalisti hanno avuto il coraggio di fare il proprio lavoro e di attingere informazioni direttamente dalla fonte, in modo da fornire un contraddittorio. Di cosa hanno paura? Di commettere un grave reato: quello dell'esercizio illegale della verità.
La gravità e la portata di questa accusa richiedono un diritto di replica. Occorre sottolineare che saranno intraprese delle azioni legali, in base alle norme vigenti in ogni Paese.
La schiavitù in ogni sua forma, sia essa sessuale o di altro tipo, è ripugnante sia per il Movimento Raeliano come organizzazione sia per ogni singolo raeliano, ovunque egli si trovi. Essa è completamente contraria alla nostra filosofia e ai nostri valori, quali il rispetto di se stessi e degli altri, la nonviolenza assoluta e la responsabilità personale.
Il tema della schiavitù e della schiavitù sessuale non è né banale né divertente e non deve essere affrontato con leggerezza.
Se la persona che denuncia questi crimini è in possesso di prove ed è a conoscenza di casi o fatti riconducibili alla schiavitù sessuale, DEVE contattare la polizia del Paese in cui si trova. Rifiutarsi di farlo, non denunciare alle autorità un sospetto crimine, non fornire prove incontrovertibili, non rende forse la persona responsabile di omessa denuncia di reato? A meno che il suo unico scopo non sia quello di farsi pubblicità, diffamando e discriminando consapevolmente un gruppo e il suo leader.
In ogni caso, la sua responsabilità è notevole: o è a conoscenza dei fatti e DEVE denunciarli, o si assume la responsabilità di accusare le persone dei peggiori crimini, senza prove, come hanno fatto i media nei periodi bui della storia, accusando gli ebrei di crimini infami.
La schiavitù è un crimine e DEVE essere denunciata. Il fatto che l'accusatore non abbia reso questo servizio fondamentale all'umanità, presumibilmente senza rivolgersi alla polizia, la dice lunga sui suoi valori.
È risaputo che la verità raramente fa vendere programmi televisivi o giornali. È quindi allettante aggiungere le parole "sesso" e "schiavitù" per vendere un prodotto che il pubblico apparentemente vuole vedere. È un'accusa invitante per coloro che non ne vedono la gravità.
Se venisse realizzato un servizio su Babbo Natale che rivelasse la verità, chi lo guarderebbe e lo troverebbe interessante?
Ipoteticamente, immaginiamo che per questo reportage fossero state intervistate delle persone infelici o vulnerabili disposte a dichiarare, per qualsiasi motivo, di aver "sentito dire che Babbo Natale possiede delle schiave sessuali, organizza delle orge e ama fare sesso”. Ciò renderebbe il racconto veritiero?
In ogni caso, se viene commesso un reato, è un dovere umano denunciarlo immediatamente alla polizia. "Personalmente, andrei alla polizia entro un secondo e non permetterei mai che una situazione di schiavitù perduri. Fornire prove per aiutare qualcuno che soffre di un crimine a cui posso porre fine o da cui posso liberarlo è un dovere umano", ha dichiarato a un giornalista Glenn Carter, responsabile del Movimento Raeliano del Regno Unito. È ciò che ogni essere umano DEVE fare".
Il racconto di una giornalista relativo a un periodo di oltre 20 anni fa e il suo comportamento in merito sono particolarmente edificanti: cosa ha fatto in tutti questi anni?
Se ha davvero ravvisato una situazione di pericolo, perché non si è rivolta alla polizia e alle autorità giudiziarie?
In questo clima di incitamento all'odio, i media omettono di sottolineare che RAEL non è mai stato perseguito per fatti di tale natura, oppure per altri crimini e reati. Parlando di esilio, gli organi d'informazione e le istituzioni, che rivendicano la propria autorità nella caccia alle streghe anti-setta, vorrebbero forse insinuare che egli sia fuggito?
Questi elementi riflettono una situazione di razzismo religioso e di discriminazione che è ancora diffusa in Paesi come la Francia e il Québec. Insulti e minacce di morte sono stati rivolti ai raeliani e alla loro guida spirituale, e hanno portato all'esilio forzato di membri di minoranze religiose.
Quando vediamo quanto poco sia considerata la vita di un bambino iracheno o palestinese, oppure quella di un migrante che muore nel Mediterraneo, quella di un raeliano e della sua famiglia, agli occhi di molti politici e dei media, conta molto meno.
E che dire del confronto e della libertà di espressione? Delle libertà, semplicemente. Nel 1992, Rael scrisse il libro "Il razzismo religioso finanziato dal governo socialista", in cui descrive la politica inquisitoria di soppressione dei diritti umani in Francia (download gratuito: rael.org/en/ebook/racisme-socialiste).
Siamo dei fanatici della libertà, sì. La filosofia raeliana sostiene la libertà su tutti i fronti, compresa quella sessuale. Soprattutto, incoraggia la libertà di essere se stessi, felici e appagati nella propria sessualità, che si tratti di una relazione aperta, esclusiva, eterosessuale oppure omosessuale, bisessuale, oppure senza partner. Una scelta che è una questione di libertà individuale e di intimità. Tutte le forme di sessualità sono possibili, nel rispetto assoluto delle persone coinvolte nella relazione, del loro consenso e nell'ambito delle leggi vigenti. Queste sono le basi della vera libertà sessuale. Questa libertà include la libertà di avere o meno dei figli, di aderire o meno al Movimento Raeliano, di lavorare o meno nell'industria del sesso, di contribuire finanziariamente o meno, di aderire o meno all'ordine religioso degli Angeli, di abbandonarlo o meno. Si tratta di scelte personali, compiute da adulti consenzienti.
Nell'aprile del 2023, Nicole Bertrand, portavoce del Movimento Raeliano Canadese, ha dichiarato: "Le menzogne diffuse regolarmente dai media, in particolare in Québec, sono numerose: traffico di esseri umani, sfruttamento delle donne, misoginia... solo per citarne alcune".
Il Movimento Raeliano non è al di sopra della legge e le presunte vittime che desiderano testimoniare abusi di qualsiasi tipo sono già state invitate, in passato, a denunciare questi crimini alle autorità competenti. Questa è un'altra occasione per ribadirlo.
La libertà va di pari passo con la responsabilità: denunciare atti riprovevoli, debitamente provati, alle autorità competenti fa parte di questa responsabilità.
Inoltre ricordiamo che:
- Uno dei “testimoni”, Jean Parraga, apparso sul palco di uno spettacolo televisivo - “Ciel mon mardi”, trasmesso nel 1991 - è un violento pregiudicato che è stato abbandonato dalla moglie raeliana e condannato per sfruttamento della prostituzione. La sua lotta contro le “sette” lo ha aiutato a coprire queste attività, creando un'associazione di cui Christophe Dechavanne, il conduttore di questo programma televisivo, era membro onorario. Non si fa menzione di questi fatti né delle condanne che seguirono a questa trasmissione costruita a tavolino, una vera e propria messa in scena. Nella cacofonia organizzata sul palco, chi ha sentito Rael esprimere con la massima fermezza: “Sono d'accordo con voi (nessuno ha il diritto di toccare i bambini)”? Chi ha sentito che i bambini (del “testimone”) sono con la madre (e non nella comunità, poiché non esiste una comunità raeliana)?
A questo proposito, la verità su questa vicenda si trova nel capitolo “I media bugiardi” del libro scritto da Rael e pubblicato nel 1992: “Il razzismo religioso finanziato dal governo socialista” (download gratuito: rael.org/fr/ebook/racisme-socialiste)
- In un caso citato, George Fenech, ex magistrato, ha commesso un errore grossolano: non sono stati due raeliani, ma un cattolico e un raeliano a essere condannati per il reato di stupro di una ragazzina di 11 anni, nel contesto di una serata strettamente privata. Le autorità di polizia e giudiziarie hanno svolto il loro lavoro come dovuto. Ciò non ha nulla a che fare con il Movimento Raeliano e la questione non è stata messa in discussione.
- Filmare le persone in un ambiente privato costituisce una violazione della loro privacy. Purtroppo, resta tutt’oggi difficile ottenere un'ingiunzione per evitare la trasmissione delle immagini. Anche se la vittima ottiene un risarcimento, il danno morale e alla reputazione sono già stati arrecati, perché le bugie dei media rimarranno per sempre nella mente delle persone e avveleneranno l'opinione pubblica, condizionata da questi mistificatori.
- Abbiamo potuto constatare attraverso delle testimonianze che gli "infiltrati" si sono loro stessi prestati ad avere dei rapporti consensuali e che pare abbiano anche apprezzato. E nel caso non fossero stati consensuali, perché aspettare a riferirlo ai loro superiori o a sporgere denuncia?
- Rael non è mai stato indagato o condannato. Tuttavia, nel corso di questi decenni, le autorità non hanno lesinato sforzi con l’obiettivo di smantellare una cosiddetta rete internazionale di pedofilia, che non è mai esistita. Le risorse investite non sarebbero state meglio utilizzate per indagare all’interno della Chiesa cattolica, che conta 216.000 vittime da parte del clero francese e fino a 330.000 vittime per abusi sessuali commessi da laici che lavorano nelle istituzioni ecclesiastiche (cappellani, insegnanti nelle scuole, movimenti giovanili)?
Tutto ciò rende le istituzioni cattoliche le più pericolose nei vari settori, educativi, sportivi...e subito dopo l'ambito familiare.
Su questo argomento, ecco delle informazioni da vedere e rivedere: https://youtu.be/xUiKoQ9Qbt0
Nopedo: La religione raeliana non sostiene la pedofilia
Consultate anche il sito: https://rael-justice.org/
Bernadette Rigal-Cellard, professoressa emerita in studi nordamericani e scienze delle religioni e delle società, porta la sua esperienza sulla questione: il Movimento Raeliano può essere definito una religione? https://rael-justice.org/le-mouvement-raelien-peut-il-etre-defini-en-tant-que-religion/?lang=fr
L'accusa di schiavitù sessuale e l'ultimo baluardo della verità: la responsabilizzazione
Mentre la nuova serie su Rael, trasmessa in tutto il mondo, è al primo posto tra le più viste e scatena la reazione dei media, è tempo di ricordare i fatti e la verità su alcuni punti sollevati.
Come premessa, va ricordato che "la riduzione in schiavitù e lo sfruttamento di persone ridotte in schiavitù" è un crimine contro la persona, punibile con 20 anni di reclusione in molti Paesi, tra cui Francia e Canada. Non ci sono denunce, indagini o condanne nei confronti del Movimento Raeliano per questi atti odiosi e criminali. Il Movimento Raeliano e il suo fondatore Rael ci ricordano, come fanno da 50 anni, che è fondamentale e doveroso denunciare immediatamente alle forze dell'ordine e alle autorità giudiziarie qualsiasi atto di violenza sessuale di cui una persona possa essere vittima o testimone. Rifiutarsi di farlo in qualità di testimone equivale a non prestare assistenza a una persona in pericolo. In molti Paesi, tra cui Francia e Canada, c'è ancora molto da fare per far sì che le loro voci siano ascoltate dignitosamente.
La filosofia raeliana si basa sul principio della nonviolenza assoluta, che di fatto include il rispetto incondizionato per gli altri, la loro integrità e le loro scelte. Pertanto, anche il loro consenso. Si applica a ogni forma di violenza: fisica, psicologica e sessuale.
È possibile che l'opinione pubblica si sia abituata agli attacchi dei media, che distorcono e diffondono voci sulle donne raeliane e sul loro leader spirituale, ma questa escalation di odio per le minoranze religiose e di ricerca di ascolti ha fatto un ulteriore passo avanti. Sui social media vengono riportate e diffuse affermazioni gravissime da parte di una giornalista che, oltre 20 anni fa, riprese di nascosto un incontro pubblico del Movimento Raeliano, ma venne subito individuata dagli organizzatori. Nell'articolo che venne successivamente pubblicato, ella affermò di essersi "infiltrata" e denunciò l'ipotetica schiavitù sessuale delle donne all'interno del Movimento Raeliano.
A tutt'oggi, in seguito a questa massiccia diffusione di notizie, pochissimi giornalisti hanno avuto il coraggio di fare il proprio lavoro e di attingere informazioni direttamente dalla fonte, in modo da fornire un contraddittorio. Di cosa hanno paura? Di commettere un grave reato: quello dell'esercizio illegale della verità.
La gravità e la portata di questa accusa richiedono un diritto di replica. Occorre sottolineare che saranno intraprese delle azioni legali, in base alle norme vigenti in ogni Paese.
La schiavitù in ogni sua forma, sia essa sessuale o di altro tipo, è ripugnante sia per il Movimento Raeliano come organizzazione sia per ogni singolo raeliano, ovunque egli si trovi. Essa è completamente contraria alla nostra filosofia e ai nostri valori, quali il rispetto di se stessi e degli altri, la nonviolenza assoluta e la responsabilità personale.
Il tema della schiavitù e della schiavitù sessuale non è né banale né divertente e non deve essere affrontato con leggerezza.
Se la persona che denuncia questi crimini è in possesso di prove ed è a conoscenza di casi o fatti riconducibili alla schiavitù sessuale, DEVE contattare la polizia del Paese in cui si trova. Rifiutarsi di farlo, non denunciare alle autorità un sospetto crimine, non fornire prove incontrovertibili, non rende forse la persona responsabile di omessa denuncia di reato? A meno che il suo unico scopo non sia quello di farsi pubblicità, diffamando e discriminando consapevolmente un gruppo e il suo leader.
In ogni caso, la sua responsabilità è notevole: o è a conoscenza dei fatti e DEVE denunciarli, o si assume la responsabilità di accusare le persone dei peggiori crimini, senza prove, come hanno fatto i media nei periodi bui della storia, accusando gli ebrei di crimini infami.
La schiavitù è un crimine e DEVE essere denunciata. Il fatto che l'accusatore non abbia reso questo servizio fondamentale all'umanità, presumibilmente senza rivolgersi alla polizia, la dice lunga sui suoi valori.
È risaputo che la verità raramente fa vendere programmi televisivi o giornali. È quindi allettante aggiungere le parole "sesso" e "schiavitù" per vendere un prodotto che il pubblico apparentemente vuole vedere. È un'accusa invitante per coloro che non ne vedono la gravità.
Se venisse realizzato un servizio su Babbo Natale che rivelasse la verità, chi lo guarderebbe e lo troverebbe interessante?
Ipoteticamente, immaginiamo che per questo reportage fossero state intervistate delle persone infelici o vulnerabili disposte a dichiarare, per qualsiasi motivo, di aver "sentito dire che Babbo Natale possiede delle schiave sessuali, organizza delle orge e ama fare sesso”. Ciò renderebbe il racconto veritiero?
In ogni caso, se viene commesso un reato, è un dovere umano denunciarlo immediatamente alla polizia. "Personalmente, andrei alla polizia entro un secondo e non permetterei mai che una situazione di schiavitù perduri. Fornire prove per aiutare qualcuno che soffre di un crimine a cui posso porre fine o da cui posso liberarlo è un dovere umano", ha dichiarato a un giornalista Glenn Carter, responsabile del Movimento Raeliano del Regno Unito. È ciò che ogni essere umano DEVE fare".
Il racconto di una giornalista relativo a un periodo di oltre 20 anni fa e il suo comportamento in merito sono particolarmente edificanti: cosa ha fatto in tutti questi anni?
Se ha davvero ravvisato una situazione di pericolo, perché non si è rivolta alla polizia e alle autorità giudiziarie?
In questo clima di incitamento all'odio, i media omettono di sottolineare che RAEL non è mai stato perseguito per fatti di tale natura, oppure per altri crimini e reati. Parlando di esilio, gli organi d'informazione e le istituzioni, che rivendicano la propria autorità nella caccia alle streghe anti-setta, vorrebbero forse insinuare che egli sia fuggito?
Questi elementi riflettono una situazione di razzismo religioso e di discriminazione che è ancora diffusa in Paesi come la Francia e il Québec. Insulti e minacce di morte sono stati rivolti ai raeliani e alla loro guida spirituale, e hanno portato all'esilio forzato di membri di minoranze religiose.
Quando vediamo quanto poco sia considerata la vita di un bambino iracheno o palestinese, oppure quella di un migrante che muore nel Mediterraneo, quella di un raeliano e della sua famiglia, agli occhi di molti politici e dei media, conta molto meno.
E che dire del confronto e della libertà di espressione? Delle libertà, semplicemente. Nel 1992, Rael scrisse il libro "Il razzismo religioso finanziato dal governo socialista", in cui descrive la politica inquisitoria di soppressione dei diritti umani in Francia (download gratuito: rael.org/en/ebook/racisme-socialiste).
Siamo dei fanatici della libertà, sì. La filosofia raeliana sostiene la libertà su tutti i fronti, compresa quella sessuale. Soprattutto, incoraggia la libertà di essere se stessi, felici e appagati nella propria sessualità, che si tratti di una relazione aperta, esclusiva, eterosessuale oppure omosessuale, bisessuale, oppure senza partner. Una scelta che è una questione di libertà individuale e di intimità. Tutte le forme di sessualità sono possibili, nel rispetto assoluto delle persone coinvolte nella relazione, del loro consenso e nell'ambito delle leggi vigenti. Queste sono le basi della vera libertà sessuale. Questa libertà include la libertà di avere o meno dei figli, di aderire o meno al Movimento Raeliano, di lavorare o meno nell'industria del sesso, di contribuire finanziariamente o meno, di aderire o meno all'ordine religioso degli Angeli, di abbandonarlo o meno. Si tratta di scelte personali, compiute da adulti consenzienti.
Nell'aprile del 2023, Nicole Bertrand, portavoce del Movimento Raeliano Canadese, ha dichiarato: "Le menzogne diffuse regolarmente dai media, in particolare in Québec, sono numerose: traffico di esseri umani, sfruttamento delle donne, misoginia... solo per citarne alcune".
Il Movimento Raeliano non è al di sopra della legge e le presunte vittime che desiderano testimoniare abusi di qualsiasi tipo sono già state invitate, in passato, a denunciare questi crimini alle autorità competenti. Questa è un'altra occasione per ribadirlo.
La libertà va di pari passo con la responsabilità: denunciare atti riprovevoli, debitamente provati, alle autorità competenti fa parte di questa responsabilità.
Inoltre ricordiamo che:
- Uno dei “testimoni”, Jean Parraga, apparso sul palco di uno spettacolo televisivo - “Ciel mon mardi”, trasmesso nel 1991 - è un violento pregiudicato che è stato abbandonato dalla moglie raeliana e condannato per sfruttamento della prostituzione. La sua lotta contro le “sette” lo ha aiutato a coprire queste attività, creando un'associazione di cui Christophe Dechavanne, il conduttore di questo programma televisivo, era membro onorario. Non si fa menzione di questi fatti né delle condanne che seguirono a questa trasmissione costruita a tavolino, una vera e propria messa in scena. Nella cacofonia organizzata sul palco, chi ha sentito Rael esprimere con la massima fermezza: “Sono d'accordo con voi (nessuno ha il diritto di toccare i bambini)”? Chi ha sentito che i bambini (del “testimone”) sono con la madre (e non nella comunità, poiché non esiste una comunità raeliana)?
A questo proposito, la verità su questa vicenda si trova nel capitolo “I media bugiardi” del libro scritto da Rael e pubblicato nel 1992: “Il razzismo religioso finanziato dal governo socialista” (download gratuito: rael.org/fr/ebook/racisme-socialiste)
- In un caso citato, George Fenech, ex magistrato, ha commesso un errore grossolano: non sono stati due raeliani, ma un cattolico e un raeliano a essere condannati per il reato di stupro di una ragazzina di 11 anni, nel contesto di una serata strettamente privata. Le autorità di polizia e giudiziarie hanno svolto il loro lavoro come dovuto. Ciò non ha nulla a che fare con il Movimento Raeliano e la questione non è stata messa in discussione.
- Filmare le persone in un ambiente privato costituisce una violazione della loro privacy. Purtroppo, resta tutt’oggi difficile ottenere un'ingiunzione per evitare la trasmissione delle immagini. Anche se la vittima ottiene un risarcimento, il danno morale e alla reputazione sono già stati arrecati, perché le bugie dei media rimarranno per sempre nella mente delle persone e avveleneranno l'opinione pubblica, condizionata da questi mistificatori.
- Abbiamo potuto constatare attraverso delle testimonianze che gli "infiltrati" si sono loro stessi prestati ad avere dei rapporti consensuali e che pare abbiano anche apprezzato. E nel caso non fossero stati consensuali, perché aspettare a riferirlo ai loro superiori o a sporgere denuncia?
- Rael non è mai stato indagato o condannato. Tuttavia, nel corso di questi decenni, le autorità non hanno lesinato sforzi con l’obiettivo di smantellare una cosiddetta rete internazionale di pedofilia, che non è mai esistita. Le risorse investite non sarebbero state meglio utilizzate per indagare all’interno della Chiesa cattolica, che conta 216.000 vittime da parte del clero francese e fino a 330.000 vittime per abusi sessuali commessi da laici che lavorano nelle istituzioni ecclesiastiche (cappellani, insegnanti nelle scuole, movimenti giovanili)?
Tutto ciò rende le istituzioni cattoliche le più pericolose nei vari settori, educativi, sportivi...e subito dopo l'ambito familiare.
Su questo argomento, ecco delle informazioni da vedere e rivedere: https://youtu.be/xUiKoQ9Qbt0
Nopedo: La religione raeliana non sostiene la pedofilia
Consultate anche il sito: https://rael-justice.org/
Bernadette Rigal-Cellard, professoressa emerita in studi nordamericani e scienze delle religioni e delle società, porta la sua esperienza sulla questione: il Movimento Raeliano può essere definito una religione? https://rael-justice.org/le-mouvement-raelien-peut-il-etre-defini-en-tant-que-religion/?lang=fr
I raeliani celebreranno a Okinawa il 50° anniversario del primo storico incontro tra Rael e gli Elohim
I raeliani celebreranno a Okinawa il 50° anniversario del primo storico incontro tra Rael e gli Elohim
Okinawa (Giappone), 7 dicembre 2023 - Il Movimento Raeliano è lieto di annunciare la celebrazione di uno storico evento: il 50° anniversario del primo incontro tra Rael e gli Elohim, che si terrà dal 10 al 16 dicembre a Okinawa, in Giappone. Saranno trascorsi esattamente 50 anni da quando Rael - fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano - ebbe il suo primo incontro con il massimo rappresentante della civiltà extraterrestre che ha creato ogni forma di vita sulla Terra.
L'evento si terrà a Okinawa, in Giappone, presso la Bankoku Shinryokan Summit Hall. È prevista la partecipazione di raeliani provenienti da tutto il mondo, uniti dal comune impegno per la pace, l'amore e l'armonia, e dal desiderio di accogliere ufficialmente sul nostro pianeta coloro che ci hanno creato.
I punti salienti di questo incontro includono:
* Festeggiamenti il 12 e il 13 dicembre: in questi due giorni, il programma verterà sulla celebrazione dello storico incontro tra Rael e il massimo esponente di una civiltà extraterrestre, oltre che sui numerosi contributi che lo stesso Rael e il Movimento Raeliano hanno apportato alla società.
* Insegnamenti di Rael: discorsi e approfondimenti durante i cinque giorni dell'Università della Felicità. Gli interventi riguarderanno vari argomenti, tra cui scienza, spiritualità, futuro dell'umanità e, soprattutto, la felicità. Solo due anni fa, il Giappone ha contato più morti per suicidio che per infezioni virali, tanto che la stessa OMS ha parlato di una vera e propria "pandemia di depressione e malattie morte ". Il ruolo fondamentale che svolgono le Università della Felicità nella società odierna sarà uno dei punti focali di questi discorsi.
In una sua recente dichiarazione, Rael ha sottolineato l’importanza della felicità nel garantire la sopravvivenza dell'umanità, sottolineando che il vero amore può sbocciare solo tra individui felici che diffondono la felicità. Ha spiegato quanto sia necessario concentrarsi sulla felicità, soprattutto in tempi di sofferenza, dichiarando: "Quando siamo infelici, possiamo diventare aggressivi, e dall'aggressività alla violenza il passo è breve. Più siamo infelici, più diventiamo aggressivi e, quindi, violenti. La distruzione dell'umanità può essere causata solo da persone infelici, proprio come nel caso del genocidio palestinese".
Ha poi aggiunto: "Partecipare alle Università della Felicità non rappresenta un atto egoistico. È importante concentrarsi sulla felicità quando così tante persone soffrono, perché è proprio per fermare questa sofferenza che DOBBIAMO sviluppare e diffondere la felicità. La felicità è l'unica soluzione per salvare l'umanità, perché porta con sé l'amore".
Dettagli dell'evento:
Data: 10-16 dicembre 2023
Luogo: Bankoku Shinryokan Summit Hall, Okinawa (Giappone)
Sito web: https://www.rael.org/events/50th-anniversary-happiness-academy/
Informazioni sul Movimento Raeliano
Il Movimento Raeliano è un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che promuove la pace nel mondo, difende i diritti umani e fa progredire la scienza e la tecnologia. Fondato da Rael nel 1974, il Movimento è noto per la sua filosofia volta a promuovere il benessere e la felicità di tutti attraverso iniziative pacifiche. Il suo obiettivo finale è quello di costruire un'ambasciata per accogliere la civiltà extraterrestre che ha creato ogni forma di vita sulla Terra, inclusi gli esseri umani.
Okinawa (Giappone), 7 dicembre 2023 - Il Movimento Raeliano è lieto di annunciare la celebrazione di uno storico evento: il 50° anniversario del primo incontro tra Rael e gli Elohim, che si terrà dal 10 al 16 dicembre a Okinawa, in Giappone. Saranno trascorsi esattamente 50 anni da quando Rael - fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano - ebbe il suo primo incontro con il massimo rappresentante della civiltà extraterrestre che ha creato ogni forma di vita sulla Terra.
L'evento si terrà a Okinawa, in Giappone, presso la Bankoku Shinryokan Summit Hall. È prevista la partecipazione di raeliani provenienti da tutto il mondo, uniti dal comune impegno per la pace, l'amore e l'armonia, e dal desiderio di accogliere ufficialmente sul nostro pianeta coloro che ci hanno creato.
I punti salienti di questo incontro includono:
* Festeggiamenti il 12 e il 13 dicembre: in questi due giorni, il programma verterà sulla celebrazione dello storico incontro tra Rael e il massimo esponente di una civiltà extraterrestre, oltre che sui numerosi contributi che lo stesso Rael e il Movimento Raeliano hanno apportato alla società.
* Insegnamenti di Rael: discorsi e approfondimenti durante i cinque giorni dell'Università della Felicità. Gli interventi riguarderanno vari argomenti, tra cui scienza, spiritualità, futuro dell'umanità e, soprattutto, la felicità. Solo due anni fa, il Giappone ha contato più morti per suicidio che per infezioni virali, tanto che la stessa OMS ha parlato di una vera e propria "pandemia di depressione e malattie morte ". Il ruolo fondamentale che svolgono le Università della Felicità nella società odierna sarà uno dei punti focali di questi discorsi.
In una sua recente dichiarazione, Rael ha sottolineato l’importanza della felicità nel garantire la sopravvivenza dell'umanità, sottolineando che il vero amore può sbocciare solo tra individui felici che diffondono la felicità. Ha spiegato quanto sia necessario concentrarsi sulla felicità, soprattutto in tempi di sofferenza, dichiarando: "Quando siamo infelici, possiamo diventare aggressivi, e dall'aggressività alla violenza il passo è breve. Più siamo infelici, più diventiamo aggressivi e, quindi, violenti. La distruzione dell'umanità può essere causata solo da persone infelici, proprio come nel caso del genocidio palestinese".
Ha poi aggiunto: "Partecipare alle Università della Felicità non rappresenta un atto egoistico. È importante concentrarsi sulla felicità quando così tante persone soffrono, perché è proprio per fermare questa sofferenza che DOBBIAMO sviluppare e diffondere la felicità. La felicità è l'unica soluzione per salvare l'umanità, perché porta con sé l'amore".
Dettagli dell'evento:
Data: 10-16 dicembre 2023
Luogo: Bankoku Shinryokan Summit Hall, Okinawa (Giappone)
Sito web: https://www.rael.org/events/50th-anniversary-happiness-academy/
Informazioni sul Movimento Raeliano
Il Movimento Raeliano è un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che promuove la pace nel mondo, difende i diritti umani e fa progredire la scienza e la tecnologia. Fondato da Rael nel 1974, il Movimento è noto per la sua filosofia volta a promuovere il benessere e la felicità di tutti attraverso iniziative pacifiche. Il suo obiettivo finale è quello di costruire un'ambasciata per accogliere la civiltà extraterrestre che ha creato ogni forma di vita sulla Terra, inclusi gli esseri umani.
Il Terzo Tempio non verrà mai costruito in Israele
Rael, il Messia atteso dal popolo ebraico, afferma: il Terzo Tempio non verrà mai costruito in Israele.
Nel 1988, Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano, ha affermato: " Il testo del messaggio degli Elohim destinato al popolo ebraico è inequivocabile. Se Israele rifiutasse di costruire l'ambasciata degli Elohim entro i propri confini, il piccolo Stato ebraico, miracolosamente creato, cesserebbe di esistere e il meraviglioso sogno si trasformerebbe in un incubo, suscitando rimpianti per innumerevoli generazioni. Ciò provocherebbe un'altra diaspora".
Gli Elohim, un antico termine ebraico che significa "coloro che sono venuti dal cielo", volevano che il Terzo Tempio, la loro ambasciata ufficiale, fosse costruito in Israele. Tuttavia, alla luce delle sue azioni e dell'attuale stato delle cose, questa prospettiva è cambiata. "È troppo tardi perché Israele accetti la costruzione dell'ambasciata, che potrebbe tuttavia essere accettata da un'autorità palestinese", ha dichiarato Rael, il Messia e l'ambasciatore degli Elohim sulla Terra. Egli ha inoltre affermato: "Attualmente, sarebbe ammissibile solo l’esistenza di uno Stato palestinese, che preveda una totale uguaglianza democratica e nessuna disparità di trattamento per i due popoli".
Leon Mellul, gran rabbino raeliano, ha paragonato la situazione odierna di Israele a quella del Sudafrica all’epoca dell'apartheid, sostenendo che le inaccettabili azioni perpetrate per decenni da Israele nei confronti della Palestina e del suo popolo sono ancora peggiori. Egli ha spiegato: "La pace tra questi fratelli semiti è ancora possibile, ma ogni nuovo crimine di guerra compiuto, come il massacro di Gaza, la rende sempre più difficile. Israele non merita più di esistere, perché ha tradito tutti gli esemplari valori dell'ebraismo. Non solo ha sottratto terre e case che non gli appartengono, ma soprattutto non ha rispettato il comandamento più importante, 'Non uccidere', e ha accumulato armi nucleari in grado di uccidere milioni di persone in un solo istante e di scatenare una guerra mondiale capace di distruggere l'intera creazione".
Mellul ha sottolineato che entrambi i popoli condividono una comune discendenza, affermando: "È imperativo ricordare che sia israeliani che palestinesi, sia gli ebrei che i musulmani, discendono da un patriarca comune, Abramo".
Egli ha poi concluso rimarcando quello che rappresenta uno storico e cruciale punto di svolta: "Lo Stato di Israele ha negato in sette occasioni il rilascio delle autorizzazioni necessarie per la costruzione sul proprio territorio del Terzo Tempio, l’ambasciata destinata ad accogliere gli Elohim. Di conseguenza, nel dicembre 1997, Rael ha dichiarato che la richiesta poteva essere inoltrata a qualsiasi nazione, nel caso in cui un altro Paese fosse interessato a ospitare questo progetto, il più importante della storia dell'umanità".
Gli Elohim non sono degli dèi. Sono degli scienziati molto evoluti, provenienti da un altro pianeta, che hanno creato ogni forma di vita sulla Terra. Nel corso dei secoli, hanno inviato molti profeti, tra cui Mosè, Gesù, Buddha, Maometto e, nel 1973, il loro ultimo messaggero, Rael. Egli è stato scelto per diffondere un messaggio di amore e di speranza e per rivelare le vere origini della vita sul nostro pianeta. Gli Elohim, questi scienziati che vengono dalle stelle, sono pacifici, non violenti e molto più progrediti di noi, sia dal punto di vista scientifico che filosofico. Il Terzo Tempio rappresenta la loro ambasciata sulla Terra, uno spazio destinato al contatto ufficiale con i nostri creatori. Il tanto atteso arrivo degli Elohim consentirà all’umanità di entrare in un’era di pace e nella preannunciata Età dell’oro.
Nel 1988, Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano, ha affermato: " Il testo del messaggio degli Elohim destinato al popolo ebraico è inequivocabile. Se Israele rifiutasse di costruire l'ambasciata degli Elohim entro i propri confini, il piccolo Stato ebraico, miracolosamente creato, cesserebbe di esistere e il meraviglioso sogno si trasformerebbe in un incubo, suscitando rimpianti per innumerevoli generazioni. Ciò provocherebbe un'altra diaspora".
Gli Elohim, un antico termine ebraico che significa "coloro che sono venuti dal cielo", volevano che il Terzo Tempio, la loro ambasciata ufficiale, fosse costruito in Israele. Tuttavia, alla luce delle sue azioni e dell'attuale stato delle cose, questa prospettiva è cambiata. "È troppo tardi perché Israele accetti la costruzione dell'ambasciata, che potrebbe tuttavia essere accettata da un'autorità palestinese", ha dichiarato Rael, il Messia e l'ambasciatore degli Elohim sulla Terra. Egli ha inoltre affermato: "Attualmente, sarebbe ammissibile solo l’esistenza di uno Stato palestinese, che preveda una totale uguaglianza democratica e nessuna disparità di trattamento per i due popoli".
Leon Mellul, gran rabbino raeliano, ha paragonato la situazione odierna di Israele a quella del Sudafrica all’epoca dell'apartheid, sostenendo che le inaccettabili azioni perpetrate per decenni da Israele nei confronti della Palestina e del suo popolo sono ancora peggiori. Egli ha spiegato: "La pace tra questi fratelli semiti è ancora possibile, ma ogni nuovo crimine di guerra compiuto, come il massacro di Gaza, la rende sempre più difficile. Israele non merita più di esistere, perché ha tradito tutti gli esemplari valori dell'ebraismo. Non solo ha sottratto terre e case che non gli appartengono, ma soprattutto non ha rispettato il comandamento più importante, 'Non uccidere', e ha accumulato armi nucleari in grado di uccidere milioni di persone in un solo istante e di scatenare una guerra mondiale capace di distruggere l'intera creazione".
Mellul ha sottolineato che entrambi i popoli condividono una comune discendenza, affermando: "È imperativo ricordare che sia israeliani che palestinesi, sia gli ebrei che i musulmani, discendono da un patriarca comune, Abramo".
Egli ha poi concluso rimarcando quello che rappresenta uno storico e cruciale punto di svolta: "Lo Stato di Israele ha negato in sette occasioni il rilascio delle autorizzazioni necessarie per la costruzione sul proprio territorio del Terzo Tempio, l’ambasciata destinata ad accogliere gli Elohim. Di conseguenza, nel dicembre 1997, Rael ha dichiarato che la richiesta poteva essere inoltrata a qualsiasi nazione, nel caso in cui un altro Paese fosse interessato a ospitare questo progetto, il più importante della storia dell'umanità".
Gli Elohim non sono degli dèi. Sono degli scienziati molto evoluti, provenienti da un altro pianeta, che hanno creato ogni forma di vita sulla Terra. Nel corso dei secoli, hanno inviato molti profeti, tra cui Mosè, Gesù, Buddha, Maometto e, nel 1973, il loro ultimo messaggero, Rael. Egli è stato scelto per diffondere un messaggio di amore e di speranza e per rivelare le vere origini della vita sul nostro pianeta. Gli Elohim, questi scienziati che vengono dalle stelle, sono pacifici, non violenti e molto più progrediti di noi, sia dal punto di vista scientifico che filosofico. Il Terzo Tempio rappresenta la loro ambasciata sulla Terra, uno spazio destinato al contatto ufficiale con i nostri creatori. Il tanto atteso arrivo degli Elohim consentirà all’umanità di entrare in un’era di pace e nella preannunciata Età dell’oro.
Il punto di vista di Rael sui conflitti internazionali
L'occhio di Caino: il punto di vista di Rael sui conflitti internazionali e sulla via per il raggiungimento della pace
Di fronte ai disordini globali e alle atrocità regionali, Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano, offre una profonda analisi della situazione e ribadisce quella che è la missione dei raeliani: promuovere l'amore e la felicità per il raggiungimento della pace mondiale.
Rael sottolinea l'importanza della felicità come principio fondamentale alla base dell'amore, essendo quest'ultimo l'unica forza sufficientemente potente in grado di impedire la distruzione dell’umanità. Egli traccia una correlazione diretta tra l'infelicità e la propensione all'aggressività e alla violenza, indicando l'oppressione, l’allontanamento e il genocidio del popolo palestinese come un chiaro esempio di questo circolo vizioso e distruttivo.
"Più si è infelici, più si è aggressivi e, quindi, violenti. La distruzione dell'umanità può essere causata solo da persone infelici, proprio come accade per il genocidio palestinese. Ogni azione violenta aumenta il senso di colpa e, di conseguenza, la mancanza di felicità di coloro che ne sono responsabili, creando un circolo vizioso in cui ogni azione violenta genera ancora più infelicità e, pertanto, ancora più violenza", ha affermato.
Inoltre, Rael denuncia il sionismo come antitetico ai principi giudaici, che si basano sulla sacralità della vita e sull’amare il prossimo. "Gli israeliani sono il popolo più infelice del mondo e per questo sono i più violenti. Sono intrinsecamente infelici perché sanno, nel profondo di loro stessi, nonostante le menzogne dei loro politici e degli organi d’informazione, di aver rubato le terre e le case dei palestinesi, cosa del tutto contraria ai fondamenti stessi della loro religione, i cui valori più belli sono Non uccidere e Ama il tuo prossimo come te stesso".
Ha poi aggiunto che la religione ebraica insegna loro che sono il "popolo eletto", ma non sono stati scelti per dominare gli altri, bensì per promuovere in tutto il mondo questo valore assoluto che consiste nel non uccidere e nel diffondere l'amore. "Esiste una legge che elimina ogni tentazione di dominio, forse la più bella legge dei testi ebraici, perché vieta loro di creare uno Stato o una nazione. Pertanto, il sionismo è fondamentalmente antisemita e antiebraico".
La disamina di Rael si estende oltre il conflitto israelo-palestinese, gettando uno sguardo critico sulla storia del colonialismo e sulle persistenti ideologie di superiorità razziale, che hanno portato violenza e oppressione in tutto il mondo. "Questa mancanza di felicità, dovuta al senso di colpa per aver commesso genocidi e saccheggi, si ritrova in tutte le civiltà che hanno costruito il loro potere e la loro ricchezza sulla dominazione e sulla sofferenza degli altri", ha spiegato. "È stato il caso di quasi tutte le nazioni europee nella loro follia colonialistica, che gli asiatici chiamano giustamente la catastrofe bianca. Il Nord e il Sud America con il genocidio delle popolazioni locali, l'Asia che porta ancora le cicatrici di questi crimini, l'Australia, ecc... In breve, l'intero pianeta è stato devastato da questo senso di superiorità razziale degli europei bianchi e dalla loro impunità, in quello che gli americani chiamano eccezionalismo. In sostanza, significa che il diritto internazionale si applica a tutti tranne che a loro. La stessa sofferenza provata dagli israeliani, i cui crimini fanno nascere in loro ancora più infelicità e violenza, è stata sperimentata anche dai colonialisti in Africa, in America e in tutto il mondo, costringendoli in questo circolo vizioso che porta inevitabilmente a compiere dei genocidi".
Rael afferma che l’inevitabile giustificazione a questi crimini è sempre una presunta superiorità razziale. "Nel caso di una nuova guerra mondiale, che potrebbe essere soltanto una guerra nucleare, non c'è dubbio che tutte le parti giustificherebbero il lancio dei propri missili rivendicando una superiorità razziale. È proprio questa idea di superiorità razziale che può portare l’umanità alla distruzione". Rael ha poi spiegato che l'unica soluzione per salvare l'umanità è l'amore. "Questo amore può essere solo incondizionato, come ogni vero amore, e può essere generato solo dalla felicità, la quale, creando un circolo virtuoso, porta automaticamente più felicità e, quindi, più amore".
In quest'ottica, Rael sostiene la ricerca attiva della felicità e della pace attraverso la meditazione. "Quando si accumulano bombe atomiche e si commettono genocidi, è più importante che mai meditare per la pace e partecipare all’Università della Felicità. Solo la diffusione della felicità e dell'amore può salvare l'umanità".
Egli sfida l'idea che tale impegno sia un atto di egoismo di fronte alla sofferenza nel mondo. Al contrario, considera la diffusione della felicità come un imperativo morale e la strategia più efficace per fermare il circolo vizioso della violenza, creando le basi per una pace duratura. "È proprio per fermare questa sofferenza che DOBBIAMO diffondere e sviluppare la felicità. La felicità è l'unica soluzione per salvare l'umanità, perché porta l'amore. È anche per questo che dobbiamo smettere di fermarci a guardare immagini di bambini insanguinati e diffondere più bellezza, arte e felicità".
Il Movimento Raeliano invita le persone a guardare oltre le tragedie che dominano le narrazioni giornalistiche e a contribuire a scrivere un nuovo capitolo per l'umanità.
Dal 9 al 16 dicembre 2023, Rael presiederà l'Università della Felicità presso il Busena Terrace di Okinawa, in Giappone. Sono attesi raeliani da tutti i continenti per questo evento unico, che coinciderà con il 50° anniversario dell'incontro di Rael con gli scienziati extraterrestri che crearono ogni forma di vita sulla Terra.
www.raelpress.org
www.rael.org
Di fronte ai disordini globali e alle atrocità regionali, Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano, offre una profonda analisi della situazione e ribadisce quella che è la missione dei raeliani: promuovere l'amore e la felicità per il raggiungimento della pace mondiale.
Rael sottolinea l'importanza della felicità come principio fondamentale alla base dell'amore, essendo quest'ultimo l'unica forza sufficientemente potente in grado di impedire la distruzione dell’umanità. Egli traccia una correlazione diretta tra l'infelicità e la propensione all'aggressività e alla violenza, indicando l'oppressione, l’allontanamento e il genocidio del popolo palestinese come un chiaro esempio di questo circolo vizioso e distruttivo.
"Più si è infelici, più si è aggressivi e, quindi, violenti. La distruzione dell'umanità può essere causata solo da persone infelici, proprio come accade per il genocidio palestinese. Ogni azione violenta aumenta il senso di colpa e, di conseguenza, la mancanza di felicità di coloro che ne sono responsabili, creando un circolo vizioso in cui ogni azione violenta genera ancora più infelicità e, pertanto, ancora più violenza", ha affermato.
Inoltre, Rael denuncia il sionismo come antitetico ai principi giudaici, che si basano sulla sacralità della vita e sull’amare il prossimo. "Gli israeliani sono il popolo più infelice del mondo e per questo sono i più violenti. Sono intrinsecamente infelici perché sanno, nel profondo di loro stessi, nonostante le menzogne dei loro politici e degli organi d’informazione, di aver rubato le terre e le case dei palestinesi, cosa del tutto contraria ai fondamenti stessi della loro religione, i cui valori più belli sono Non uccidere e Ama il tuo prossimo come te stesso".
Ha poi aggiunto che la religione ebraica insegna loro che sono il "popolo eletto", ma non sono stati scelti per dominare gli altri, bensì per promuovere in tutto il mondo questo valore assoluto che consiste nel non uccidere e nel diffondere l'amore. "Esiste una legge che elimina ogni tentazione di dominio, forse la più bella legge dei testi ebraici, perché vieta loro di creare uno Stato o una nazione. Pertanto, il sionismo è fondamentalmente antisemita e antiebraico".
La disamina di Rael si estende oltre il conflitto israelo-palestinese, gettando uno sguardo critico sulla storia del colonialismo e sulle persistenti ideologie di superiorità razziale, che hanno portato violenza e oppressione in tutto il mondo. "Questa mancanza di felicità, dovuta al senso di colpa per aver commesso genocidi e saccheggi, si ritrova in tutte le civiltà che hanno costruito il loro potere e la loro ricchezza sulla dominazione e sulla sofferenza degli altri", ha spiegato. "È stato il caso di quasi tutte le nazioni europee nella loro follia colonialistica, che gli asiatici chiamano giustamente la catastrofe bianca. Il Nord e il Sud America con il genocidio delle popolazioni locali, l'Asia che porta ancora le cicatrici di questi crimini, l'Australia, ecc... In breve, l'intero pianeta è stato devastato da questo senso di superiorità razziale degli europei bianchi e dalla loro impunità, in quello che gli americani chiamano eccezionalismo. In sostanza, significa che il diritto internazionale si applica a tutti tranne che a loro. La stessa sofferenza provata dagli israeliani, i cui crimini fanno nascere in loro ancora più infelicità e violenza, è stata sperimentata anche dai colonialisti in Africa, in America e in tutto il mondo, costringendoli in questo circolo vizioso che porta inevitabilmente a compiere dei genocidi".
Rael afferma che l’inevitabile giustificazione a questi crimini è sempre una presunta superiorità razziale. "Nel caso di una nuova guerra mondiale, che potrebbe essere soltanto una guerra nucleare, non c'è dubbio che tutte le parti giustificherebbero il lancio dei propri missili rivendicando una superiorità razziale. È proprio questa idea di superiorità razziale che può portare l’umanità alla distruzione". Rael ha poi spiegato che l'unica soluzione per salvare l'umanità è l'amore. "Questo amore può essere solo incondizionato, come ogni vero amore, e può essere generato solo dalla felicità, la quale, creando un circolo virtuoso, porta automaticamente più felicità e, quindi, più amore".
In quest'ottica, Rael sostiene la ricerca attiva della felicità e della pace attraverso la meditazione. "Quando si accumulano bombe atomiche e si commettono genocidi, è più importante che mai meditare per la pace e partecipare all’Università della Felicità. Solo la diffusione della felicità e dell'amore può salvare l'umanità".
Egli sfida l'idea che tale impegno sia un atto di egoismo di fronte alla sofferenza nel mondo. Al contrario, considera la diffusione della felicità come un imperativo morale e la strategia più efficace per fermare il circolo vizioso della violenza, creando le basi per una pace duratura. "È proprio per fermare questa sofferenza che DOBBIAMO diffondere e sviluppare la felicità. La felicità è l'unica soluzione per salvare l'umanità, perché porta l'amore. È anche per questo che dobbiamo smettere di fermarci a guardare immagini di bambini insanguinati e diffondere più bellezza, arte e felicità".
Il Movimento Raeliano invita le persone a guardare oltre le tragedie che dominano le narrazioni giornalistiche e a contribuire a scrivere un nuovo capitolo per l'umanità.
Dal 9 al 16 dicembre 2023, Rael presiederà l'Università della Felicità presso il Busena Terrace di Okinawa, in Giappone. Sono attesi raeliani da tutti i continenti per questo evento unico, che coinciderà con il 50° anniversario dell'incontro di Rael con gli scienziati extraterrestri che crearono ogni forma di vita sulla Terra.
www.raelpress.org
www.rael.org
meditazione silenziosa per la pace di fronte alle ambasciate israeliane e palestinesi.
Il Movimento Raeliano organizza una meditazione silenziosa per la pace di fronte alle ambasciate israeliane e palestinesi.
In seguito al dilagare della violenza in Medio Oriente a causa del conflitto tra Hamas e Israele, Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano, invita raeliani e non raeliani a partecipare a una meditazione silenziosa per la pace che si svolgerà davanti alle ambasciate e ai consolati palestinesi e israeliani di tutto il mondo.
Secondo il messaggio raeliano, ogni religione è stata fondata da messaggeri contattati dagli Elohim, la civiltà extraterrestre che ha creato ogni forma di vita sulla Terra. "Rael è il loro ultimo messaggero", ha dichiarato Leon Mellul, guida del Movimento Raeliano in Medio Oriente. "Rael è il tanto atteso Mashiach degli ebrei e il Mubashar dei musulmani. Parte della sua missione consiste nell'informare l’umanità (in particolare coloro che stanno combattendo delle guerre in nome del loro dio) che non esiste alcuna divinità. Esiste, invece, un'infinità di altre civiltà nell'universo che nutrono ancora la speranza che possiamo trascendere la nostra distruttiva tendenza a combattere per le nostre convinzioni".
Rael ha sempre affermato: "La fede in un dio unico e onnipotente è la principale causa di alcune delle più grandi tragedie della storia umana. Dalle crociate alla colonizzazione dell'Europa da parte dei musulmani, alle guerre di religione, all'inquisizione, al nazismo e ai conflitti più recenti come quelli tra Pakistan e India, Cipro, Irlanda, Kosovo e Medio Oriente, è sempre stato in nome di un dio onnipotente che le persone si sono uccise e hanno commesso atti di violenza". La persistente tragedia in Medio Oriente ne è un chiaro esempio.
Mellul ha poi aggiunto: "Parte della missione di Rael consiste nel costruire un'ambasciata per accogliere, in modo rispettoso e pacifico, gli extraterrestri che ci hanno creato. Essi hanno espresso il desiderio che venga edificata a Gerusalemme oppure nelle sue immediate vicinanze, essendo quello un luogo dove, in passato, hanno inviato numerosi messaggeri e previsto che il popolo ebraico avrebbe costruito, come richiesto, il Terzo Tempio. Questa è il motivo per cui Rael ha sempre proposto, con insistenza, un piano di pace volto a risolvere il conflitto".
La soluzione suggerita sarà presentata agli ambasciatori di entrambe le nazioni coinvolte proprio in occasione di questo evento, che avrà luogo venerdì 27 ottobre alle ore 11.00.
Rael ha anche sottolineato l'importanza delle meditazioni mondiali online organizzate dal Movimento Raeliano Internazionale, incoraggiando le persone a partecipare numerose per inviare onde di pace e amore, con l'obiettivo di ottenere un effetto tangibile.
La prossima meditazione mondiale online si svolgerà sulla piattaforma Zoom, accessibile all'indirizzo 89859579850, l'11 novembre prossimo.
"Ognuno di noi è come una piccola cellula all'interno di un organismo più grande, rappresentato dall’umanità", ha concluso Mellul. "Uniamo le nostre forze e amiamoci reciprocamente come se fossimo un solo essere, un'umanità in grado di vivere accanto ad altre umanità. Altrimenti, rischiamo l'autodistruzione. La nostra sopravvivenza è nelle nostre mani".
In seguito al dilagare della violenza in Medio Oriente a causa del conflitto tra Hamas e Israele, Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano, invita raeliani e non raeliani a partecipare a una meditazione silenziosa per la pace che si svolgerà davanti alle ambasciate e ai consolati palestinesi e israeliani di tutto il mondo.
Secondo il messaggio raeliano, ogni religione è stata fondata da messaggeri contattati dagli Elohim, la civiltà extraterrestre che ha creato ogni forma di vita sulla Terra. "Rael è il loro ultimo messaggero", ha dichiarato Leon Mellul, guida del Movimento Raeliano in Medio Oriente. "Rael è il tanto atteso Mashiach degli ebrei e il Mubashar dei musulmani. Parte della sua missione consiste nell'informare l’umanità (in particolare coloro che stanno combattendo delle guerre in nome del loro dio) che non esiste alcuna divinità. Esiste, invece, un'infinità di altre civiltà nell'universo che nutrono ancora la speranza che possiamo trascendere la nostra distruttiva tendenza a combattere per le nostre convinzioni".
Rael ha sempre affermato: "La fede in un dio unico e onnipotente è la principale causa di alcune delle più grandi tragedie della storia umana. Dalle crociate alla colonizzazione dell'Europa da parte dei musulmani, alle guerre di religione, all'inquisizione, al nazismo e ai conflitti più recenti come quelli tra Pakistan e India, Cipro, Irlanda, Kosovo e Medio Oriente, è sempre stato in nome di un dio onnipotente che le persone si sono uccise e hanno commesso atti di violenza". La persistente tragedia in Medio Oriente ne è un chiaro esempio.
Mellul ha poi aggiunto: "Parte della missione di Rael consiste nel costruire un'ambasciata per accogliere, in modo rispettoso e pacifico, gli extraterrestri che ci hanno creato. Essi hanno espresso il desiderio che venga edificata a Gerusalemme oppure nelle sue immediate vicinanze, essendo quello un luogo dove, in passato, hanno inviato numerosi messaggeri e previsto che il popolo ebraico avrebbe costruito, come richiesto, il Terzo Tempio. Questa è il motivo per cui Rael ha sempre proposto, con insistenza, un piano di pace volto a risolvere il conflitto".
La soluzione suggerita sarà presentata agli ambasciatori di entrambe le nazioni coinvolte proprio in occasione di questo evento, che avrà luogo venerdì 27 ottobre alle ore 11.00.
Rael ha anche sottolineato l'importanza delle meditazioni mondiali online organizzate dal Movimento Raeliano Internazionale, incoraggiando le persone a partecipare numerose per inviare onde di pace e amore, con l'obiettivo di ottenere un effetto tangibile.
La prossima meditazione mondiale online si svolgerà sulla piattaforma Zoom, accessibile all'indirizzo 89859579850, l'11 novembre prossimo.
"Ognuno di noi è come una piccola cellula all'interno di un organismo più grande, rappresentato dall’umanità", ha concluso Mellul. "Uniamo le nostre forze e amiamoci reciprocamente come se fossimo un solo essere, un'umanità in grado di vivere accanto ad altre umanità. Altrimenti, rischiamo l'autodistruzione. La nostra sopravvivenza è nelle nostre mani".
Rael ribadisce la sua contrarietà al vaccino anti COVID-19
Rael ribadisce la sua contrarietà al vaccino anti COVID-19
Las Vegas, 24 settembre - Con il sopraggiungere dell'autunno, si rinnova la "minaccia" dei vaccini anti COVID-19. La FDA ha recentemente dato il via libera a nuove formulazioni e somministrazioni di vaccini a base mRNA e la Commissione Europea si è assicurata ben 4,2 miliardi di dosi. Nel frattempo, sono sempre più numerosi gli studi pubblicati su riviste specializzate che evidenziano i gravi effetti collaterali di questi vaccini (1).
Secondo Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano, è fondamentale ribadire la propria ferma contrarietà al vaccino a base mRNA.
"Il fatto che si tratti, per sua stessa definizione, di un vaccino a base mRNA, implica evidentemente che la sua funzione consiste nel modificare la sequenza dell’RNA, e qualsiasi modifica della sequenza dell’RNA conduce automaticamente alla modifica del DNA", ha sottolineato Rael questa settimana. "Tutti avrebbero dovuto rifiutare di sottoporsi alla sua somministrazione, soprattutto i raeliani, perché essi dovrebbero essere dei modelli per l'umanità". Secondo la filosofia raeliana, gli Elohim, gli scienziati extraterrestri responsabili della creazione di ogni forma di vita sulla Terra, ci hanno dotato di un sistema immunitario perfettamente efficace. Qualsiasi terapia che pretenda di migliorarlo è un affronto ai nostri creatori. Non è ancora troppo tardi per salvare delle vite umane".
Durante la cosiddetta pandemia, Rael ha messo in guardia la popolazione circa i pericoli associati al vaccino a base mRNA e ha fin da subito invocato il diritto alla libertà di rifiutarlo.
"Sostengo con forza il diritto di ognuno a poter vivere e rischiare la propria vita come meglio crede", ha dichiarato Rael nel 2021. "Che si tratti di scalare montagne, fare immersioni nelle profondità marine, partecipare a gare automobilistiche o qualsiasi altra attività che vi procuri del piacere, nessuna autorità dovrebbe avere il diritto di impedirvi di fare ciò che desiderate. È la vostra principale libertà essere contrari ai vaccini, anarchici o qualsiasi altra cosa vogliate essere. È vostra libertà abbracciare le teorie complottistiche ed esserne fieri; essere membro di una setta ed esserne fiero; essere ateo, antiteista, comunista o qualsiasi altra cosa vogliate. E non dovete preoccuparvi di come vi definiranno le pecore belanti. Al contrario, rivendicate con orgoglio le vostre posizioni".
(1) Una revisione degli effetti collaterali neurologici della vaccinazione anti COVID-19:
https://eurjmedres.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40001-023-00992-0
Las Vegas, 24 settembre - Con il sopraggiungere dell'autunno, si rinnova la "minaccia" dei vaccini anti COVID-19. La FDA ha recentemente dato il via libera a nuove formulazioni e somministrazioni di vaccini a base mRNA e la Commissione Europea si è assicurata ben 4,2 miliardi di dosi. Nel frattempo, sono sempre più numerosi gli studi pubblicati su riviste specializzate che evidenziano i gravi effetti collaterali di questi vaccini (1).
Secondo Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano, è fondamentale ribadire la propria ferma contrarietà al vaccino a base mRNA.
"Il fatto che si tratti, per sua stessa definizione, di un vaccino a base mRNA, implica evidentemente che la sua funzione consiste nel modificare la sequenza dell’RNA, e qualsiasi modifica della sequenza dell’RNA conduce automaticamente alla modifica del DNA", ha sottolineato Rael questa settimana. "Tutti avrebbero dovuto rifiutare di sottoporsi alla sua somministrazione, soprattutto i raeliani, perché essi dovrebbero essere dei modelli per l'umanità". Secondo la filosofia raeliana, gli Elohim, gli scienziati extraterrestri responsabili della creazione di ogni forma di vita sulla Terra, ci hanno dotato di un sistema immunitario perfettamente efficace. Qualsiasi terapia che pretenda di migliorarlo è un affronto ai nostri creatori. Non è ancora troppo tardi per salvare delle vite umane".
Durante la cosiddetta pandemia, Rael ha messo in guardia la popolazione circa i pericoli associati al vaccino a base mRNA e ha fin da subito invocato il diritto alla libertà di rifiutarlo.
"Sostengo con forza il diritto di ognuno a poter vivere e rischiare la propria vita come meglio crede", ha dichiarato Rael nel 2021. "Che si tratti di scalare montagne, fare immersioni nelle profondità marine, partecipare a gare automobilistiche o qualsiasi altra attività che vi procuri del piacere, nessuna autorità dovrebbe avere il diritto di impedirvi di fare ciò che desiderate. È la vostra principale libertà essere contrari ai vaccini, anarchici o qualsiasi altra cosa vogliate essere. È vostra libertà abbracciare le teorie complottistiche ed esserne fieri; essere membro di una setta ed esserne fiero; essere ateo, antiteista, comunista o qualsiasi altra cosa vogliate. E non dovete preoccuparvi di come vi definiranno le pecore belanti. Al contrario, rivendicate con orgoglio le vostre posizioni".
(1) Una revisione degli effetti collaterali neurologici della vaccinazione anti COVID-19:
https://eurjmedres.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40001-023-00992-0
I raeliani celebrano la Giornata della riabilitazione della svastica
I raeliani celebrano la Giornata della riabilitazione della svastica allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul vero significato di questo antico simbolo
LAS VEGAS, 22 giugno - Il prossimo 24 giugno si festeggerà in tutto il mondo la Giornata della riabilitazione della svastica. Questo evento, promosso dal Movimento Raeliano Internazionale e dalla Pro Swastika Alliance, rappresenterà per i raeliani l'occasione per continuare la propria campagna di sensibilizzazione circa l'origine di questo antico simbolo e il suo pacifico significato.
Secondo Martin Hétu, leader internazionale della Giornata della riabilitazione della svastica, questo simbolo ha accompagnato l'umanità per millenni ed è tuttora venerato da miliardi di persone in tutto il mondo. Anche se gli occidentali lo associano a Hitler e ai crimini compiuti dai nazisti, le persone sono sempre più consapevoli del sacro valore che esso possiede, grazie alle campagne di riabilitazione che abbiamo organizzato in tutto il mondo negli ultimi dieci anni.
"La svastica è considerata un simbolo religioso da parte di indù, buddisti, giainisti e raeliani", ha dichiarato Hétu. "Gettare discredito su di essa e cercare di proibirne l'uso sarebbe un affronto per loro e una chiara violazione della libertà religiosa", ha aggiunto.
Sebbene i raeliani siano indignati per i crimini contro l'umanità commessi dai nazisti, credono fermamente che la loro campagna di riabilitazione della svastica sia un ottimo mezzo per contribuire a restituirle il suo pacifico significato originale. "È un peccato che Hitler abbia infangato un simbolo tanto venerato e che esiste da migliaia di anni. Anche se non possiamo cambiare il passato, le nostre campagne educative hanno guadagnato slancio nel corso degli anni e hanno prodotto risultati positivi e promettenti", ha proseguito Hétu.
In tutto il mondo, prima dell'avvento del nazismo, la svastica aveva soltanto accezioni positive, di buon auspicio e benessere. La stessa cosa anche in Israele, dove essa è raffigurata all'interno di antiche sinagoghe ebraiche. Continuare ad associarla a Hitler è controproducente e rende ancora più difficile riconoscere il fatto che non sono i simboli che uccidono, ma le persone.
"La soluzione è rappresentata dall'educazione, non dal gettare fango su un simbolo oppure dal cercare di censurarlo", ha concluso Hétu. "Questo è il senso della Giornata della riabilitazione della svastica".
www.rael.org
www.rael.org/events/swastika-rehabilitation-day
LAS VEGAS, 22 giugno - Il prossimo 24 giugno si festeggerà in tutto il mondo la Giornata della riabilitazione della svastica. Questo evento, promosso dal Movimento Raeliano Internazionale e dalla Pro Swastika Alliance, rappresenterà per i raeliani l'occasione per continuare la propria campagna di sensibilizzazione circa l'origine di questo antico simbolo e il suo pacifico significato.
Secondo Martin Hétu, leader internazionale della Giornata della riabilitazione della svastica, questo simbolo ha accompagnato l'umanità per millenni ed è tuttora venerato da miliardi di persone in tutto il mondo. Anche se gli occidentali lo associano a Hitler e ai crimini compiuti dai nazisti, le persone sono sempre più consapevoli del sacro valore che esso possiede, grazie alle campagne di riabilitazione che abbiamo organizzato in tutto il mondo negli ultimi dieci anni.
"La svastica è considerata un simbolo religioso da parte di indù, buddisti, giainisti e raeliani", ha dichiarato Hétu. "Gettare discredito su di essa e cercare di proibirne l'uso sarebbe un affronto per loro e una chiara violazione della libertà religiosa", ha aggiunto.
Sebbene i raeliani siano indignati per i crimini contro l'umanità commessi dai nazisti, credono fermamente che la loro campagna di riabilitazione della svastica sia un ottimo mezzo per contribuire a restituirle il suo pacifico significato originale. "È un peccato che Hitler abbia infangato un simbolo tanto venerato e che esiste da migliaia di anni. Anche se non possiamo cambiare il passato, le nostre campagne educative hanno guadagnato slancio nel corso degli anni e hanno prodotto risultati positivi e promettenti", ha proseguito Hétu.
In tutto il mondo, prima dell'avvento del nazismo, la svastica aveva soltanto accezioni positive, di buon auspicio e benessere. La stessa cosa anche in Israele, dove essa è raffigurata all'interno di antiche sinagoghe ebraiche. Continuare ad associarla a Hitler è controproducente e rende ancora più difficile riconoscere il fatto che non sono i simboli che uccidono, ma le persone.
"La soluzione è rappresentata dall'educazione, non dal gettare fango su un simbolo oppure dal cercare di censurarlo", ha concluso Hétu. "Questo è il senso della Giornata della riabilitazione della svastica".
www.rael.org
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