Sovrappopolazione: un nuovo studio scientifico riaccende il dibattito e rafforza il monito lanciato dal Movimento Raeliano
Il recente studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters dai ricercatori della Flinders University, in Australia, riporta al centro dell’attenzione il tema della sostenibilità demografica globale. Analizzando oltre duecento anni di dati, gli studiosi evidenziano come la popolazione umana stia superando la capacità della Terra di sostenere, nel lungo periodo, il suo attuale livello di crescita.
Secondo gli esperti, le attuali economie basate su una crescita continua non tengono conto dei limiti rigenerativi del pianeta, mascherando temporaneamente il problema grazie all’uso intensivo di risorse non rinnovabili, come i combustibili fossili.
Queste conclusioni sono perfettamente in linea con il messaggio che Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale, ricevette nel dicembre del 1973 dal massimo esponente degli Elohim, scienziati e artisti extraterrestri che, migliaia di anni fa, crearono in laboratorio ogni forma di vita sulla Terra.
A seguito di quell’incontro, Rael scrisse Il Libro che dice la Verità, che non solo rivela quelle che sono le nostre origini, ma riporta una serie di insegnamenti e consigli trasmessi dagli Elohim allo scopo di guidare l'evoluzione della società umana. Tra questi, essi ci suggeriscono di adottare un controllo responsabile delle nascite per preservare l’equilibrio del pianeta.
“Questo studio conferma ciò che sosteniamo da anni: l’umanità, allo stadio tecnologico in cui si trova oggi, sta vivendo oltre le possibilità offerte dalla Terra”, afferma Marco Franceschini, responsabile del Movimento Raeliano in Italia. “Non si tratta di un’ipotesi ideologica, ma di un dato sempre più supportato dalla comunità scientifica”.
Franceschini sottolinea come il problema non sia solo ambientale, ma anche culturale e politico. “I governi del mondo e le principali istituzioni religiose, pur di difendere la propria identità nazionale da una parte e obbedire ciecamente ai precetti del proprio dio dall'altra, continuano a incentivare una folle crescita demografica che non è più sostenibile. Non è più possibile ignorare il problema. È necessario e urgente aprire un dibattito globale su questo tema”.
Secondo il messaggio ricevuto da Rael, la soluzione consiste nell’adozione di politiche di controllo delle nascite basate su un limite massimo di due figli per coppia. “Non si tratta di un provvedimento coercitivo, ma di una scelta responsabile da parte di una comunità adeguatamente informata e profondamente consapevole della grave minaccia che incombe sulle generazioni future”, afferma Franceschini. “Ridurre la pressione demografica significherebbe ristabilire quell'equilibrio necessario affinché la vita sul nostro pianeta continui a prosperare e la nostra umanità abbia maggiori probabilità di sopravvivere".
Franceschini conclude evidenziando l’urgenza della situazione. “Continuare a ignorare questi segnali significa rimandare un problema che diventerà sempre più difficile da gestire. La sostenibilità non può più essere rimandata”.
Il Movimento Raeliano invita istituzioni, ricercatori e opinione pubblica ad approfondire il tema e a promuovere un confronto aperto su possibili soluzioni, al fine di garantire un futuro armonioso per il pianeta e la nostra umanità.
LA SCIENZA CONFERMA IL MESSAGGIO RAELIANO: LA VITA NON PUÒ ESSERE NATA PER CASO
LA SCIENZA CONFERMA IL MESSAGGIO RAELIANO: LA VITA NON PUÒ ESSERE NATA PER CASO
Un nuovo studio scientifico ha riacceso il dibattito sull'origine della vita: secondo una ricerca pubblicata su arXiv dal fisico Robert G. Endres, dell'Imperial College di Londra, applicando la teoria dell'informazione e la complessità algoritmica all'emergenza spontanea di una protocellula, la probabilità che la vita sia sorta per caso è estremamente bassa — al punto che lo stesso scienziato definisce la sua esistenza come statisticamente improbabile, quasi un miracolo matematico. Lo studio, ampiamente rilanciato da ScienceDaily e Universe Today nell'ottobre 2025, ha riaperto la questione su uno dei più grandi enigmi scientifici: come è apparsa la vita sulla Terra?
Non è la prima volta che la matematica mette in crisi le teorie della generazione spontanea.
Già il biologo computazionale Eugene Koonin, del National Center for Biotechnology Information, aveva scritto che, nonostante decenni di ricerca, nel campo dell'origine della vita «non abbiamo ancora nemmeno un modello coerente e plausibile» e che «una successione di passaggi estremamente improbabili rende il risultato finale pressoché un miracolo. Calcoli simili mostrano che la probabilità di assemblare casualmente anche solo le 438 proteine di un organismo cellulare minimo (il ceppo sintetico JCVI-syn3.0) equivarrebbe a vincere il jackpot della lotteria più grande del mondo per circa 13.000 volte di seguito. Il risultato finale si profila come un miracolo», ha affermato Koonin.
In altre parole: la vita, secondo la scienza stessa, non avrebbe dovuto esistere. Eppure eccoci qui.
Il punto di vista raeliano: all'origine della vita sulla Terra non c'è il caso, ma la scienza degli Elohim
«Noi raeliani non siamo affatto sorpresi», afferma Marco Franceschini, rappresentante per l'Italia del Movimento Raeliano Internazionale. «Queste affermazioni di carattere scientifico coincidono appieno con quanto Raël afferma dal 13 dicembre 1973, giorno in cui ricevette un messaggio direttamente dal massimo esponente della civiltà extraterrestre degli Elohim: la comparsa della vita sulla Terra non è frutto dell'opera di un dio sovrannaturale né di una evoluzione casuale, ma di una creazione scientifica realizzata in laboratorio da esseri molto evoluti provenienti da un altro pianeta.»
Ogni nuovo studio che dimostra l'impossibilità statistica della comparsa casuale della vita è un'ulteriore conferma della veridicità del messaggio rivelatore affidato a Raël.
«La scienza procede lentamente, ma inesorabilmente, verso nuove conclusioni circa le nostre origini: non siamo qui per caso. Siamo stati creati deliberatamente da esseri intelligenti che provano, nei nostri confronti, un amore incommensurabile. Oggi, abbiamo la responsabilità di usare la nostra scienza con la stessa saggezza, se vogliamo preservare la loro creazione su questo pianeta», conclude Franceschini.
Il Movimento Raeliano Internazionale, presente in oltre 100 paesi con più di 100.000 membri, invita a riflettere, senza pregiudizi, su una nuova visione: razionale, scientifica, aperta sull'universo infinito e che risponde all'ancestrale domanda «da dove veniamo?»
Per ulteriori informazioni: Movimento Raeliano Italiano | www.rael.org | info©rael.org
Scarica gratuitamente il primo libro di Rael "Il Libro che dice la Verità" https://www.rael.org/it/download-gratuito/
Riferimento scientifico: Endres R.G. — "The unreasonable likelihood of being" — arXiv:2507.18545 (2025)
IL MOVIMENTO RAELIANO CONDANNA L’INTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE IN ISRAELE E RICHIAMA IL QUINTO COMANDAMENTO
“Il Movimento Raeliano esprime profondo sdegno e condanna senza riserve l’approvazione, avvenuta il 30 marzo 2026, della legge che introduce la pena di morte per atti di terrorismo in Israele” dichiara Marco Franceschini, portavoce del Movimento Raeliano Italiano. La Knesset ha approvato il provvedimento in lettura finale con 62 voti favorevoli e 48 contrari, alla presenza del Primo Ministro Benjamin Netanyahu.
Una legge che tradisce i valori fondanti dell’ebraismo
“È profondamente paradossale che uno Stato che si definisce ‘ebraico’ adotti una legge che contraddice uno dei pilastri più sacri della Torah: il Quinto Comandamento, ‘Lo Tirtza’ — Non uccidere” afferma Franceschini. “Questo precetto non è una semplice norma giuridica: è il riconoscimento della sacralità assoluta della vita umana, dono degli Elohim, i Creatori descritti nelle antiche scritture. Chi pretende di sottrarla in nome della sicurezza si erge al di sopra di quella legge divina che afferma di onorare.”
Il “popolo eletto” e la forca: una contraddizione teologica
“Una vicenda che, se non fosse tragica, avrebbe del paradossale” prosegue Franceschini. “La tradizione ebraica si definisce Am Segulah, ‘popolo eletto’, chiamato a essere Or LaGoyim, luce tra le nazioni: un esempio morale per l’intera umanità. Questa elezione implica responsabilità più elevate: maggiore giustizia, misericordia, saggezza e spiritualità. Non privilegi, ma doveri più alti.”
“Come si concilia questa vocazione con l’introduzione della pena per impiccagione? Come può il popolo custode di una delle più antiche leggi morali approvare una norma di questo tipo? Il Talmud è esplicito: un Sinedrio che condannava a morte anche una sola volta in settant’anni veniva chiamato ‘assassino’. Settant’anni — non settanta ore di dibattito parlamentare. L’elezione ‘divina’ è un invito alla compassione più alta, non una licenza per la crudeltà.”
Una legge discriminatoria e illegittima
“Questa norma è, oltretutto, strutturalmente discriminatoria” denuncia Franceschini. “Si applica di fatto quasi esclusivamente ai palestinesi ed è estesa anche ai territori occupati dal 1967, sollevando seri interrogativi sulla sua legittimità giuridica e sul rispetto del diritto internazionale.”
L’esultanza politica e la responsabilità morale
“Esprimiamo profondo disagio e disgusto per le modalità con cui alcuni esponenti del governo hanno accolto questa legge”, afferma Franceschini, riferendosi alle dichiarazioni del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, tra i principali promotori del provvedimento. “Festeggiare brindando all’introduzione della morte come strumento di Stato è un gesto che dovrebbe interrogare profondamente ogni coscienza civile.”
“Sarebbe forse il caso che le autorità religiose ebraiche riflettessero sull’opportunità di reintrodurre strumenti come il ḥerem, la scomunica ebraica, che comporta l’esclusione dalla comunità religiosa e sociale, nei confronti di questi personaggi politici che violano i fondamenti dell'ebraismo".
Israele, la missione tradita e il ruolo degli Elohim
“C’è una dimensione ancora più profonda che non possiamo ignorare” prosegue Franceschini. “Secondo i messaggi trasmessi a Rael dagli Elohim, i nostri Creatori extraterrestri, Israele aveva una missione straordinaria: essere il luogo destinato alla costruzione dell’Ambasciata per accogliere gli Elohim sulla Terra — il Terzo Tempio, punto di incontro tra l’umanità e i suoi Creatori.”
“Il ‘popolo eletto’ non era certo eletto per dominare o distruggere la vita altrui, ma per essere un faro di pace, compassione e apertura tra le nazioni.”
“Israele avrebbe dovuto riconoscere Rael come il tanto atteso Messia della pace e della rivelazione, portatore di un messaggio opposto a quello che oggi si celebra: non la forca, ma il perdono; non la morte decretata dai tribunali, ma la tutela assoluta della vita.”
“Vedere la terra che avrebbe dovuto prepararsi ad accogliere gli Elohim trasformarsi in promotrice di esecuzioni capitali è qualcosa che contraddice profondamente il messaggio originario, anche alla luce del comandamento ‘Non uccidere’, attribuito agli Elohim stessi e in particolare a Yahweh, figura centrale nella tradizione biblica.”
“Non esistono popoli superiori: esistono solo esseri umani con maggiori responsabilità verso gli altri.”
Un appello alla comunità internazionale
Il Movimento Raeliano ribadisce il proprio impegno per un mondo fondato sull’amore, la pace, la responsabilizzazione, l’autodeterminazione dei popoli, l’equa distribuzione delle risorse, lo sviluppo tecnologico al servizio dell’umanità e il rispetto assoluto della vita.
“Ci uniamo a tutte le organizzazioni e a tutte le persone che chiedono alle autorità israeliane di ritirare questa legge” conclude Franceschini. “Invitiamo la comunità internazionale — governi, organizzazioni per i diritti umani e istituzioni religiose — a intensificare la pressione affinché la pena di morte venga abolita ovunque nel mondo.”
Gli alieni sono demoni? Il Movimento Raeliano critica le dichiarazioni di J.D. Vance
Gli alieni sono demoni? Il Movimento Raeliano critica le dichiarazioni di J.D. Vance
Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha recentemente dichiarato che eventuali visitatori extraterrestri potrebbero essere interpretati come “demoni”, richiamando una lettura di matrice religiosa legata alla presenza di esseri celesti capaci di manifestarsi e interagire con l’umanità.
Il Movimento Raeliano, attraverso il suo portavoce per l’Italia Marco Franceschini, esprime preoccupazione per questo tipo di interpretazione, ritenendola fuorviante sul piano scientifico e potenzialmente problematica sul piano culturale e sociale. Secondo il Movimento Raeliano, l’associazione tra fenomeni extraterrestri e figure demoniache rischia di alimentare paure irrazionali e di ostacolare un approccio più razionale, costruttivo e aperto alla possibilità di vita intelligente oltre la Terra.
Secondo la visione proposta dal movimento, lo sviluppo di ogni civiltà tecnologicamente avanzata comporterebbe una fase critica in cui una specie deve scegliere tra l’autodistruzione e il superamento delle dinamiche aggressive. In quest’ottica, ogni civiltà in grado di viaggiare nello spazio avrebbe necessariamente raggiunto un elevato livello di cooperazione, pace e non violenza sul proprio pianeta.
Rael, fondatore del Movimento Raeliano Internazionale, sostiene da decenni che l’umanità sia stata creata da una civiltà extraterrestre avanzata, denominata Elohim, e che questi esseri seguano con interesse lo sviluppo della vita sulla Terra.
Franceschini sottolinea inoltre che, se tali civiltà possedessero tecnologie avanzate, avrebbero la capacità di imporsi senza difficoltà. Tuttavia, il fatto che venga proposta l’idea di un incontro ufficiale — attraverso la costruzione di un’ambasciata dedicata, con status di extraterritorialità — viene interpretato dal movimento come un chiaro segnale di intenzioni pacifiche e rispettose.
Secondo il Movimento Raeliano, la realizzazione di una struttura di questo tipo rappresenterebbe un passo significativo verso un eventuale contatto ufficiale e segnerebbe un momento cruciale nello sviluppo della civiltà umana.
Il movimento conclude sottolineando l’importanza di affrontare il tema della possibile presenza extraterrestre con un approccio basato su razionalità, apertura e cooperazione, evitando interpretazioni che possano alimentare paura o conflitto.
Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha recentemente dichiarato che eventuali visitatori extraterrestri potrebbero essere interpretati come “demoni”, richiamando una lettura di matrice religiosa legata alla presenza di esseri celesti capaci di manifestarsi e interagire con l’umanità.
Il Movimento Raeliano, attraverso il suo portavoce per l’Italia Marco Franceschini, esprime preoccupazione per questo tipo di interpretazione, ritenendola fuorviante sul piano scientifico e potenzialmente problematica sul piano culturale e sociale. Secondo il Movimento Raeliano, l’associazione tra fenomeni extraterrestri e figure demoniache rischia di alimentare paure irrazionali e di ostacolare un approccio più razionale, costruttivo e aperto alla possibilità di vita intelligente oltre la Terra.
Secondo la visione proposta dal movimento, lo sviluppo di ogni civiltà tecnologicamente avanzata comporterebbe una fase critica in cui una specie deve scegliere tra l’autodistruzione e il superamento delle dinamiche aggressive. In quest’ottica, ogni civiltà in grado di viaggiare nello spazio avrebbe necessariamente raggiunto un elevato livello di cooperazione, pace e non violenza sul proprio pianeta.
Rael, fondatore del Movimento Raeliano Internazionale, sostiene da decenni che l’umanità sia stata creata da una civiltà extraterrestre avanzata, denominata Elohim, e che questi esseri seguano con interesse lo sviluppo della vita sulla Terra.
Franceschini sottolinea inoltre che, se tali civiltà possedessero tecnologie avanzate, avrebbero la capacità di imporsi senza difficoltà. Tuttavia, il fatto che venga proposta l’idea di un incontro ufficiale — attraverso la costruzione di un’ambasciata dedicata, con status di extraterritorialità — viene interpretato dal movimento come un chiaro segnale di intenzioni pacifiche e rispettose.
Secondo il Movimento Raeliano, la realizzazione di una struttura di questo tipo rappresenterebbe un passo significativo verso un eventuale contatto ufficiale e segnerebbe un momento cruciale nello sviluppo della civiltà umana.
Il movimento conclude sottolineando l’importanza di affrontare il tema della possibile presenza extraterrestre con un approccio basato su razionalità, apertura e cooperazione, evitando interpretazioni che possano alimentare paura o conflitto.
I raeliani celebrano la Giornata Internazionale della Felicità e incoraggiano le persone a ridere per promuovere un clima di pace https://it.raelianews.org/i-raeliani-celebrano-la-giornata-internazi
Tokyo, 17 marzo 2026 - Il prossimo 20 marzo, ovunque nel mondo i raeliani celebreranno la Giornata Internazionale della Felicità con più fervore che mai.
In un suo recente discorso, Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano, ha ricordato che «Dovremmo tutti ridere continuamente, perché siamo nati per ridere».
Ha poi aggiunto che «Non bisognerebbe mai scusarsi quando si ride, ma si dovrebbe farlo quando si è seri. Ridere significa diventare come gli Elohim, gli scienziati extraterrestri che ci hanno creato. Loro ridono sempre, e ridevano anche all’epoca della creazione».
Rael ha spiegato che molti degli attuali conflitti derivano da un completo tradimento degli insegnamenti dei profeti. Egli ha sottolineato come alcune interpretazioni delle scritture ebraiche lascino intendere che il Paese di Israele debba essere attaccato dal mondo intero affinché il Messia possa fare la sua comparsa e il loro Dio intervenga per salvare il popolo ebraico nella battaglia finale. Alcuni cristiani fondamentalisti nutrono una convinzione simile, immaginando un conflitto mondiale che coinciderà con il ritorno di Gesù e garantirà loro la vittoria. Anche alcuni testi musulmani contengono simili interpretazioni apocalittiche.
Secondo Rael, rappresentanti delle religioni monoteistiche stanno mettendo in atto un programma bellico ai più alti livelli, tradendo completamente gli insegnamenti originali dei loro profeti.
Egli ha affermato che la missione dei raeliani è quella di promuovere i veri insegnamenti di questi profeti. Tutti loro hanno parlato di amore, di rispetto per la vita, di rispetto per i nostri creatori e dell’importanza di gioire di ogni secondo della vita che ci è stata donata: valori che Rael insegna da cinquantadue anni attraverso l’Università della Felicità, che il Movimento Raeliano organizza ogni anno su ciascun continente.
«Allenatevi affinché il vostro ultimo respiro possa essere una risata. Allenatevi ogni giorno e non nascondete mai la vostra felicità. La felicità e le risate sono contagiose. Siate coloro che suscitano risate negli altri. Date inizio a questo contagio di risate per contrastare il virus della serietà», ha proseguito Rael, che ha poi concluso dicendo che «Diffondere amore è ciò che facciamo come raeliani. Diffondere amore significa diffondere risate. Quando le persone ridono, non hanno voglia di uccidere nessuno. La felicità è l’unica soluzione per salvare l’umanità, perché porta amore».
Partecipate a uno dei numerosi eventi che i raeliani hanno organizzato per festeggiare questa occasione il prossimo 20 marzo; e fatelo sempre, perché la Giornata della Felicità dovrebbe essere celebrata ogni giorno.
Per saperne di più sulle nostre Università della Felicità, visitate il sito www.rael.org
In un suo recente discorso, Rael, leader spirituale del Movimento Raeliano, ha ricordato che «Dovremmo tutti ridere continuamente, perché siamo nati per ridere».
Ha poi aggiunto che «Non bisognerebbe mai scusarsi quando si ride, ma si dovrebbe farlo quando si è seri. Ridere significa diventare come gli Elohim, gli scienziati extraterrestri che ci hanno creato. Loro ridono sempre, e ridevano anche all’epoca della creazione».
Rael ha spiegato che molti degli attuali conflitti derivano da un completo tradimento degli insegnamenti dei profeti. Egli ha sottolineato come alcune interpretazioni delle scritture ebraiche lascino intendere che il Paese di Israele debba essere attaccato dal mondo intero affinché il Messia possa fare la sua comparsa e il loro Dio intervenga per salvare il popolo ebraico nella battaglia finale. Alcuni cristiani fondamentalisti nutrono una convinzione simile, immaginando un conflitto mondiale che coinciderà con il ritorno di Gesù e garantirà loro la vittoria. Anche alcuni testi musulmani contengono simili interpretazioni apocalittiche.
Secondo Rael, rappresentanti delle religioni monoteistiche stanno mettendo in atto un programma bellico ai più alti livelli, tradendo completamente gli insegnamenti originali dei loro profeti.
Egli ha affermato che la missione dei raeliani è quella di promuovere i veri insegnamenti di questi profeti. Tutti loro hanno parlato di amore, di rispetto per la vita, di rispetto per i nostri creatori e dell’importanza di gioire di ogni secondo della vita che ci è stata donata: valori che Rael insegna da cinquantadue anni attraverso l’Università della Felicità, che il Movimento Raeliano organizza ogni anno su ciascun continente.
«Allenatevi affinché il vostro ultimo respiro possa essere una risata. Allenatevi ogni giorno e non nascondete mai la vostra felicità. La felicità e le risate sono contagiose. Siate coloro che suscitano risate negli altri. Date inizio a questo contagio di risate per contrastare il virus della serietà», ha proseguito Rael, che ha poi concluso dicendo che «Diffondere amore è ciò che facciamo come raeliani. Diffondere amore significa diffondere risate. Quando le persone ridono, non hanno voglia di uccidere nessuno. La felicità è l’unica soluzione per salvare l’umanità, perché porta amore».
Partecipate a uno dei numerosi eventi che i raeliani hanno organizzato per festeggiare questa occasione il prossimo 20 marzo; e fatelo sempre, perché la Giornata della Felicità dovrebbe essere celebrata ogni giorno.
Per saperne di più sulle nostre Università della Felicità, visitate il sito www.rael.org
Il Movimento Raeliano sostiene Pedro Sánchez nel suo discorso contro la guerra
Il Movimento Raeliano sostiene Pedro Sánchez nel suo discorso contro la guerra e richiama alla necessità di cambiare i sistemi elettorali.
Il Movimento Raeliano esprime il proprio fermo sostegno alla posizione assunta dal Presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, contro l’escalation bellica in Medio Oriente e la netta opposizione a un conflitto che ha coinvolto l’Iran.
In un momento in cui la retorica bellicista sembra prevalere sulla ragione, le parole di Sánchez rappresentano un barlume di saggezza che l'Europa intera dovrebbe adottare come bussola politica. Proprio Sánchez, richiamando la comunità internazionale alla coerenza, ha dichiarato:
"Non possiamo essere accusati di usare standard diversi: non possiamo difendere il diritto internazionale in Ucraina e restare in silenzio di fronte a ciò che accade in Medio Oriente. La pace deve essere una sola, basata sulla dignità di ogni essere umano."
In merito a questa visione di coerenza e giustizia universale, il Rappresentante per l'Italia del Movimento Raeliano, Marco Franceschini, afferma con vigore che la pace non è negoziabile e, a tal proposito, ricorda uno dei principi cardine della filosofia raeliana: “L'uccisione di un solo essere umano innocente è un crimine che pesa più della perdita dell'intera umanità”.
"Questo valore è assoluto: anche se la sopravvivenza della specie umana dipendesse dal sacrificio di un singolo individuo innocente, non si dovrebbe comunque ucciderlo", ha dichiarato Franceschini. "La vita è il bene supremo, un miracolo della creazione scientifica dei nostri creatori, gli Elohim descritti nella Bibbia, e non può essere barattata o mercanteggiata per nessuna ragione al mondo, nessuna ideologia e nessuna nazione."
Proseguendo nella sua analisi, Franceschini ha affermato che la guerra è a rischio di escalation e coinvolgimento di altre nazioni, il che significa avvicinarsi sempre di più a un conflitto nucleare.
Franceschini lancia poi una critica diretta ai sistemi di governo attuali:
"Le drammatiche situazioni odierne non sono incidenti di percorso, ma il frutto diretto delle decisioni di presidenti eletti democraticamente. Tutti i sostenitori della cosiddetta 'democrazia selvaggia' — il sistema del suffragio universale — dovrebbero oggi avere la coerenza di accettare di buon grado questi scenari di morte, essendo essi il prodotto legittimo del sistema che difendono. Se non sono disposti ad accettare questo scempio, abbiano il coraggio di rimettere in discussione l’intero sistema elettorale che ha permesso a leader inadeguati di gestire il destino del pianeta."
Per uscire da questo stallo, Franceschini indica la via tracciata da Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano Internazionale, nel suo libro "La Geniocrazia", sottolineando come il sistema attuale sia ormai obsoleto e pericoloso. Il Movimento propone di superare la "democrazia dei numeri" a favore di un sistema basato sull’intelligenza e sull’amore, dove il diritto di voto e di eleggibilità siano legati alle reali capacità cognitive ed empatiche dei singoli.
Secondo Franceschini, Pedro Sánchez, con la sua ferma opposizione alla guerra, dimostra di possedere quel tipo di intelligenza che la Geniocrazia vorrebbe rendere norma di governo.
In conclusione, Franceschini rivolge un appello perentorio all'Unione Europea affinché sostenga la linea di Sánchez, ponendo fine a ogni logica di intervento militare e apra il dibattito sul modello di governance geniocratico indicato da Rael come soluzione per evitare l’autodistruzione.
Board of Peace del presidente Donald J. Trump per la costruzione di un’ambasciata extraterrestre a Gaza
Il Movimento Raeliano e una Coalizione Internazionale presentano una proposta ufficiale al Board of Peace del presidente Donald J. Trump per la costruzione di un’ambasciata extraterrestre a Gaza.
Washington, D.C./Ginevra -
Una Coalizione Internazionale, composta da scienziati e organizzazioni della società civile, ha formalmente presentato una rivoluzionaria proposta al Board of Peace, guidato dal presidente Donald J. Trump, per la costruzione di un'ambasciata extraterrestre a Gaza. La proposta fa parte di un progetto a lungo termine pensato per la riedificazione della regione e per favorire una pace stabile e duratura.L’iniziativa è sostenuta da oltre 250 scienziati e da 36 organizzazioni, tra cui il Movimento Raeliano Internazionale, che insieme rappresentano circa 2,2 milioni di membri in tutto il mondo. Secondo i promotori, Gaza, da tempo segnata da conflitti e crisi umanitarie, potrebbe trasformarsi in un simbolo globale di pace, diplomazia e rinnovamento planetario.“Decenni di violenze hanno dimostrato che la sicurezza non può esistere senza dignità, stabilità e speranza”, ha affermato Léon Mellul, rabbino capo raeliano e portavoce dell’iniziativa.
“Le tregue momentanee e gli sporadici aiuti umanitari non hanno migliorato la situazione. Quello di cui abbiamo bisogno è un progetto di civiltà, un'iniziativa globale basata sulla pace, su una governance efficace e sulla rinascita economica”.Riprendendo alcune dichiarazioni del presidente Trump, che ha immaginato Gaza come una possibile “riviera del Medio Oriente”, la coalizione sostiene che ospitare un’istituzione diplomatica riconosciuta a livello internazionale potrebbe generare miliardi di dollari di introiti grazie al turismo, creare molti posti di lavoro e rendere Gaza un importante centro spirituale e culturale, con una visibilità globale senza precedenti.Il punto centrale della proposta è la creazione di un’area neutrale, amministrata a livello internazionale, dedicata alla preparazione e alla gestione di eventuali contatti futuri con forme di intelligenza non terrestri.
I sostenitori spiegano che l’iniziativa è pensata per favorire stabilità, trasparenza e cooperazione, e per promuovere un approccio pacifico, evitando reazioni di panico o risposte militari.
La proposta prevede anche l’adozione di un protocollo opzionale alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961. Questo protocollo servirebbe a creare un quadro giuridico per le ambasciate extraterrestri, all'interno del quale le regole diplomatiche attualmente esistenti verrebbero adattate a nuovi scenari, nel rispetto del diritto internazionale, della sicurezza e della fiducia dell’opinione pubblica.Infine, la coalizione, guidata dal Movimento Raeliano, chiede l’organizzazione di un vertice internazionale a Gaza per discutere, approvare e ratificare questo protocollo opzionale, che rappresenta una novità storica assoluta nel campo della diplomazia umana.
“I sostenitori ritengono che il Board of Peace si trovi nella posizione ideale per promuovere questa visionaria iniziativa, che può essere vista come un’occasione per dimostrare al mondo che l’umanità è pronta ad affrontare i conflitti di oggi e le sfide del futuro con saggezza, moderazione e unità”.
Washington, D.C./Ginevra -
Una Coalizione Internazionale, composta da scienziati e organizzazioni della società civile, ha formalmente presentato una rivoluzionaria proposta al Board of Peace, guidato dal presidente Donald J. Trump, per la costruzione di un'ambasciata extraterrestre a Gaza. La proposta fa parte di un progetto a lungo termine pensato per la riedificazione della regione e per favorire una pace stabile e duratura.L’iniziativa è sostenuta da oltre 250 scienziati e da 36 organizzazioni, tra cui il Movimento Raeliano Internazionale, che insieme rappresentano circa 2,2 milioni di membri in tutto il mondo. Secondo i promotori, Gaza, da tempo segnata da conflitti e crisi umanitarie, potrebbe trasformarsi in un simbolo globale di pace, diplomazia e rinnovamento planetario.“Decenni di violenze hanno dimostrato che la sicurezza non può esistere senza dignità, stabilità e speranza”, ha affermato Léon Mellul, rabbino capo raeliano e portavoce dell’iniziativa.
“Le tregue momentanee e gli sporadici aiuti umanitari non hanno migliorato la situazione. Quello di cui abbiamo bisogno è un progetto di civiltà, un'iniziativa globale basata sulla pace, su una governance efficace e sulla rinascita economica”.Riprendendo alcune dichiarazioni del presidente Trump, che ha immaginato Gaza come una possibile “riviera del Medio Oriente”, la coalizione sostiene che ospitare un’istituzione diplomatica riconosciuta a livello internazionale potrebbe generare miliardi di dollari di introiti grazie al turismo, creare molti posti di lavoro e rendere Gaza un importante centro spirituale e culturale, con una visibilità globale senza precedenti.Il punto centrale della proposta è la creazione di un’area neutrale, amministrata a livello internazionale, dedicata alla preparazione e alla gestione di eventuali contatti futuri con forme di intelligenza non terrestri.
I sostenitori spiegano che l’iniziativa è pensata per favorire stabilità, trasparenza e cooperazione, e per promuovere un approccio pacifico, evitando reazioni di panico o risposte militari.
La proposta prevede anche l’adozione di un protocollo opzionale alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961. Questo protocollo servirebbe a creare un quadro giuridico per le ambasciate extraterrestri, all'interno del quale le regole diplomatiche attualmente esistenti verrebbero adattate a nuovi scenari, nel rispetto del diritto internazionale, della sicurezza e della fiducia dell’opinione pubblica.Infine, la coalizione, guidata dal Movimento Raeliano, chiede l’organizzazione di un vertice internazionale a Gaza per discutere, approvare e ratificare questo protocollo opzionale, che rappresenta una novità storica assoluta nel campo della diplomazia umana.
“I sostenitori ritengono che il Board of Peace si trovi nella posizione ideale per promuovere questa visionaria iniziativa, che può essere vista come un’occasione per dimostrare al mondo che l’umanità è pronta ad affrontare i conflitti di oggi e le sfide del futuro con saggezza, moderazione e unità”.
Diaconato negato alle donne, il Movimento Raeliano condanna il pronunciamento del Vaticano
Diaconato negato alle donne, il Movimento Raeliano condanna il pronunciamento del Vaticano. Franceschini: “Pronti ad accogliere coloro che si sentono ingiustamente discriminate”
Lo scorso 4 dicembre, la Chiesa cattolica ha confermato ancora una volta quanto la sua dottrina sia alienata dal mondo reale. Con il pronunciamento della Commissione Petrocchi, il Vaticano ha definitivamente sancito che le donne non possono accedere al diaconato ordinato. Una scelta che testimonia l’ostinata volontà di mantenere inalterato un sistema di potere prettamente maschilista.
“La cosa divertente è che questa decisione viene presentata come una scelta di fedeltà alla tradizione, quando la storia afferma l’esatto contrario”, dichiara Marco Franceschini, responsabile nazionale del Movimento Raeliano. “Infatti, le prime comunità cristiane si avvalevano delle diaconesse, donne che svolgevano funzioni ministeriali reali e non simboliche. E la ricerca storica continua a portare alla luce ruoli femminili ben più incisivi di quanto il Vaticano voglia ammettere”.
Tutto questo accade in un’epoca in cui le istituzioni, a ogni livello, stanno riconoscendo la necessità di superare i modelli patriarcali, che spesso sfociano nella violenza. Evidentemente, la gerarchia cattolica preferisce restare arroccata sulle proprie arcaiche posizioni e incoraggiare la sopraffazione di un genere sull'altro.
“All’interno del Movimento Raeliano non solo è perfettamente normale ma è auspicabile vedere donne accedere ai ruoli di più alto livello e ricoprire cariche equivalenti a quelle di preti e vescovi”, sottolinea Franceschini. “Lungi dall’essere individui inferiori e soggetti all’autorità maschile, le donne apportano quei valori generalmente appartenenti all’universo femminile quali la raffinatezza, la gentilezza, l’empatia, la compassione, l’ascolto, che costituiscono il più potente deterrente alla violenza. In un mondo in cui l’aggressività dell’essere umano nei confronti dei propri simili e dell’ambiente che lo circonda ha messo a serio rischio la sopravvivenza stessa dell’intera umanità, la condivisione di questi valori e l’elevazione della donna ai vertici della società diviene una questione di assoluta priorità. In questo senso, il contrasto tra la nostra posizione e la cieca visione cattolica è talmente netta da risultare esilarante”.
Nell’epoca attuale, nessuna forma di discriminazione può essere accettata e tantomeno normalizzata in nome di una tradizione che non esiste.
“Incoraggiamo le donne cattoliche e cristiane, che vogliono riappropriarsi della propria dignità, ad abbandonare questa vetusta istituzione che le relega a individui di una serie inferiore”, esorta Franceschini. “Se desiderano rivendicare il proprio posto nel mondo e contribuire a rendere questo pianeta un luogo di pace e felicità, abbracciando una filosofia spirituale e scientifica in perfetta armonia con l’epoca attuale, sono le benvenute in seno al Movimento Raeliano”.
Lo scorso 4 dicembre, la Chiesa cattolica ha confermato ancora una volta quanto la sua dottrina sia alienata dal mondo reale. Con il pronunciamento della Commissione Petrocchi, il Vaticano ha definitivamente sancito che le donne non possono accedere al diaconato ordinato. Una scelta che testimonia l’ostinata volontà di mantenere inalterato un sistema di potere prettamente maschilista.
“La cosa divertente è che questa decisione viene presentata come una scelta di fedeltà alla tradizione, quando la storia afferma l’esatto contrario”, dichiara Marco Franceschini, responsabile nazionale del Movimento Raeliano. “Infatti, le prime comunità cristiane si avvalevano delle diaconesse, donne che svolgevano funzioni ministeriali reali e non simboliche. E la ricerca storica continua a portare alla luce ruoli femminili ben più incisivi di quanto il Vaticano voglia ammettere”.
Tutto questo accade in un’epoca in cui le istituzioni, a ogni livello, stanno riconoscendo la necessità di superare i modelli patriarcali, che spesso sfociano nella violenza. Evidentemente, la gerarchia cattolica preferisce restare arroccata sulle proprie arcaiche posizioni e incoraggiare la sopraffazione di un genere sull'altro.
“All’interno del Movimento Raeliano non solo è perfettamente normale ma è auspicabile vedere donne accedere ai ruoli di più alto livello e ricoprire cariche equivalenti a quelle di preti e vescovi”, sottolinea Franceschini. “Lungi dall’essere individui inferiori e soggetti all’autorità maschile, le donne apportano quei valori generalmente appartenenti all’universo femminile quali la raffinatezza, la gentilezza, l’empatia, la compassione, l’ascolto, che costituiscono il più potente deterrente alla violenza. In un mondo in cui l’aggressività dell’essere umano nei confronti dei propri simili e dell’ambiente che lo circonda ha messo a serio rischio la sopravvivenza stessa dell’intera umanità, la condivisione di questi valori e l’elevazione della donna ai vertici della società diviene una questione di assoluta priorità. In questo senso, il contrasto tra la nostra posizione e la cieca visione cattolica è talmente netta da risultare esilarante”.
Nell’epoca attuale, nessuna forma di discriminazione può essere accettata e tantomeno normalizzata in nome di una tradizione che non esiste.
“Incoraggiamo le donne cattoliche e cristiane, che vogliono riappropriarsi della propria dignità, ad abbandonare questa vetusta istituzione che le relega a individui di una serie inferiore”, esorta Franceschini. “Se desiderano rivendicare il proprio posto nel mondo e contribuire a rendere questo pianeta un luogo di pace e felicità, abbracciando una filosofia spirituale e scientifica in perfetta armonia con l’epoca attuale, sono le benvenute in seno al Movimento Raeliano”.
Una nazione firma uno storico memorandum di collaborazione con il Movimento Raeliano per costruire un’ambasciata per gli extraterrestri.
Una nazione firma uno storico memorandum di collaborazione con il Movimento Raeliano per costruire un’ambasciata per gli extraterrestri.
New York, Stati Uniti - Il Movimento Raeliano è orgoglioso di annunciare una svolta storica nel cammino dell’umanità verso il tanto atteso ricongiungimento con gli Elohim, l’avanzata civiltà extraterrestre che ha creato ogni forma di vita sulla Terra. Per la prima volta nella storia documentata, un governo nazionale, la cui identità è mantenuta per il momento nel più stretto riserbo, ha firmato uno storico memorandum di collaborazione con il Movimento Raeliano per valutare la possibilità di costruzione di un’ambasciata destinata ad accogliere gli extraterrestri.
Questa decisione, audace e senza precedenti, rappresenta il primo passo ufficiale compiuto da una nazione sovrana per accogliere sulla Terra, pacificamente e rispettosamente, i creatori dell'umanità.
“Questo è un giorno storico per l'intera umanità”, ha dichiarato Daniel Turcotte, portavoce del Movimento Raeliano e direttore del progetto Un’ambasciata per gli extraterrestri. “Una nazione ha finalmente dimostrato di avere coraggio e lungimiranza nel preparare il ritorno degli Elohim, gli scienziati extraterrestri che hanno dato origine alla vita sulla Terra. Questa collaborazione brilla come un faro di speranza, pace e progresso scientifico”.
Il memorandum appena firmato delinea un quadro di collaborazione che include gli obiettivi della partnership, la definizione dei ruoli e delle responsabilità, i principi di cooperazione e un calendario di attività esplorative. Entrambe le parti, il governo e il Movimento Raeliano, hanno manifestato la comune volontà di formalizzare le discussioni, valutare la fattibilità del progetto e di gettare le basi per questa iniziativa senza precedenti.
Un rappresentante del governo in questione ha espresso ottimismo riguardo al calendario. “Vorremmo definire alcune formalità già entro la fine dell'anno”, ha affermato.
Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano, da oltre cinquant’anni ribadisce l'intento pacifico di questo progetto. “Gli extraterrestri non sono invasori. Attendono un nostro invito, rappresentato da un’ambasciata a cui venga riconosciuto lo status di extraterritorialità. Senza di essa, un arrivo non annunciato e indesiderato potrebbe avere gravi ripercussioni politiche, economiche e sociali.”
Grazie alla sua lungimiranza, questa nazione diventa la prima al mondo a valutare ufficialmente la possibilità di ospitare un’ambasciata per accogliere gli extraterrestri, destinata a divenire il ponte neutrale, pacifico, scientifico e diplomatico, che unirà l'umanità e gli Elohim.
Questo evento segna l'inizio di unu nuovo capitolo nella storia del nostro pianeta, perfettamente in armonia con la missione del Movimento Raeliano: costruire un mondo ispirato all'amore, alla scienza, al rispetto e all'unità.
Per ulteriori informazioni: contact©ETembassy.org
New York, Stati Uniti - Il Movimento Raeliano è orgoglioso di annunciare una svolta storica nel cammino dell’umanità verso il tanto atteso ricongiungimento con gli Elohim, l’avanzata civiltà extraterrestre che ha creato ogni forma di vita sulla Terra. Per la prima volta nella storia documentata, un governo nazionale, la cui identità è mantenuta per il momento nel più stretto riserbo, ha firmato uno storico memorandum di collaborazione con il Movimento Raeliano per valutare la possibilità di costruzione di un’ambasciata destinata ad accogliere gli extraterrestri.
Questa decisione, audace e senza precedenti, rappresenta il primo passo ufficiale compiuto da una nazione sovrana per accogliere sulla Terra, pacificamente e rispettosamente, i creatori dell'umanità.
“Questo è un giorno storico per l'intera umanità”, ha dichiarato Daniel Turcotte, portavoce del Movimento Raeliano e direttore del progetto Un’ambasciata per gli extraterrestri. “Una nazione ha finalmente dimostrato di avere coraggio e lungimiranza nel preparare il ritorno degli Elohim, gli scienziati extraterrestri che hanno dato origine alla vita sulla Terra. Questa collaborazione brilla come un faro di speranza, pace e progresso scientifico”.
Il memorandum appena firmato delinea un quadro di collaborazione che include gli obiettivi della partnership, la definizione dei ruoli e delle responsabilità, i principi di cooperazione e un calendario di attività esplorative. Entrambe le parti, il governo e il Movimento Raeliano, hanno manifestato la comune volontà di formalizzare le discussioni, valutare la fattibilità del progetto e di gettare le basi per questa iniziativa senza precedenti.
Un rappresentante del governo in questione ha espresso ottimismo riguardo al calendario. “Vorremmo definire alcune formalità già entro la fine dell'anno”, ha affermato.
Rael, fondatore e leader spirituale del Movimento Raeliano, da oltre cinquant’anni ribadisce l'intento pacifico di questo progetto. “Gli extraterrestri non sono invasori. Attendono un nostro invito, rappresentato da un’ambasciata a cui venga riconosciuto lo status di extraterritorialità. Senza di essa, un arrivo non annunciato e indesiderato potrebbe avere gravi ripercussioni politiche, economiche e sociali.”
Grazie alla sua lungimiranza, questa nazione diventa la prima al mondo a valutare ufficialmente la possibilità di ospitare un’ambasciata per accogliere gli extraterrestri, destinata a divenire il ponte neutrale, pacifico, scientifico e diplomatico, che unirà l'umanità e gli Elohim.
Questo evento segna l'inizio di unu nuovo capitolo nella storia del nostro pianeta, perfettamente in armonia con la missione del Movimento Raeliano: costruire un mondo ispirato all'amore, alla scienza, al rispetto e all'unità.
Per ulteriori informazioni: contact©ETembassy.org
Il Movimento Raeliano Internazionale si prepara a festeggiare il Capodanno raeliano
Il Movimento Raeliano Internazionale si prepara a festeggiare il Capodanno raeliano, la cui data coincide con il criminale bombardamento atomico di Hiroshima
TOKYO, 5 agosto 2025 — Il Movimento Raeliano Internazionale (MRI) si appresta a celebrare il Capodanno raeliano, che coincide con il giorno dell'esplosione della prima bomba atomica su Hiroshima, avvenuta il 6 agosto 1945, e di cui quest'anno ricorre l'ottantesimo anniversario.
In una sua precedente dichiarazione, Rael, fondatore e leader spirituale del MRI, ha fortemente condannato questo tragico evento del passato, definendolo uno dei più grandi crimini contro l’umanità mai commessi: “Harry Truman è il più grande criminale di tutti i tempi, perché diede l'ordine di bombardare due città giapponesi che erano chiaramente degli obiettivi civili. Lo fece violando le Convenzione vigenti in tempo di guerra e provocando la morte istantanea di 300.000 civili innocenti, tra cui anziani e bambini. Nemmeno Adolf Hitler uccise così tanti civili con due sole bombe”.
Ha poi aggiunto: “Voler far credere che il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki abbia salvato un numero maggiore di vite perché ha posto fine al conflitto rende il crimine ancora più orribile. Equivale a giustificare il sacrificio di civili innocenti per salvare la vita dei militari”.
La dottoressa Brigitte Boisselier, portavoce del MRI, ha tracciato un chiaro parallelo con le atrocità commesse ai giorni nostri: “Purtroppo, la stessa logica viene applicata in Medio Oriente, dove migliaia di civili, compresi bambini, sono stati uccisi a Gaza. Se il presidente Truman, o uno qualsiasi dei presidenti statunitensi che gli sono succeduti, si fosse scusato per il crimine compito, probabilmente l’opinione pubblica dei Paesi occidentali non accetterebbe o ignorerebbe l'attuale genocidio palestinese, come invece accade oggi”.
Rael è da sempre un fervido sostenitore della pace e del disarmo globale attraverso mezzi non violenti, tra cui le meditazioni planetarie per la pace e l’attivismo. Inoltre, egli incoraggia i pacifisti di tutto il mondo ad agire per influenzare i propri governi. “Il 6 agosto sono previsti degli incontri raeliani nella maggior parte delle principali città del pianeta”, ha aggiunto Boisselier. “In questo giorno, accogliamo anche i nuovi membri del Movimento Raeliano e promuoviamo la campagna "Meditate un minuto per la pace", lanciata da Rael nel 2012 per aiutare l'umanità a costruire un futuro di pace”.
TOKYO, 5 agosto 2025 — Il Movimento Raeliano Internazionale (MRI) si appresta a celebrare il Capodanno raeliano, che coincide con il giorno dell'esplosione della prima bomba atomica su Hiroshima, avvenuta il 6 agosto 1945, e di cui quest'anno ricorre l'ottantesimo anniversario.
In una sua precedente dichiarazione, Rael, fondatore e leader spirituale del MRI, ha fortemente condannato questo tragico evento del passato, definendolo uno dei più grandi crimini contro l’umanità mai commessi: “Harry Truman è il più grande criminale di tutti i tempi, perché diede l'ordine di bombardare due città giapponesi che erano chiaramente degli obiettivi civili. Lo fece violando le Convenzione vigenti in tempo di guerra e provocando la morte istantanea di 300.000 civili innocenti, tra cui anziani e bambini. Nemmeno Adolf Hitler uccise così tanti civili con due sole bombe”.
Ha poi aggiunto: “Voler far credere che il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki abbia salvato un numero maggiore di vite perché ha posto fine al conflitto rende il crimine ancora più orribile. Equivale a giustificare il sacrificio di civili innocenti per salvare la vita dei militari”.
La dottoressa Brigitte Boisselier, portavoce del MRI, ha tracciato un chiaro parallelo con le atrocità commesse ai giorni nostri: “Purtroppo, la stessa logica viene applicata in Medio Oriente, dove migliaia di civili, compresi bambini, sono stati uccisi a Gaza. Se il presidente Truman, o uno qualsiasi dei presidenti statunitensi che gli sono succeduti, si fosse scusato per il crimine compito, probabilmente l’opinione pubblica dei Paesi occidentali non accetterebbe o ignorerebbe l'attuale genocidio palestinese, come invece accade oggi”.
Rael è da sempre un fervido sostenitore della pace e del disarmo globale attraverso mezzi non violenti, tra cui le meditazioni planetarie per la pace e l’attivismo. Inoltre, egli incoraggia i pacifisti di tutto il mondo ad agire per influenzare i propri governi. “Il 6 agosto sono previsti degli incontri raeliani nella maggior parte delle principali città del pianeta”, ha aggiunto Boisselier. “In questo giorno, accogliamo anche i nuovi membri del Movimento Raeliano e promuoviamo la campagna "Meditate un minuto per la pace", lanciata da Rael nel 2012 per aiutare l'umanità a costruire un futuro di pace”.
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